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BERSANI/ Candidatura a premier del centro sinistra. A luglio l'assemblea nazionale del Pd

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Pierluigi Bersani annuncia l'idea di tenere delle primarie per scegliere il candidato del centrosinistra, o meglio, "dei progressisti e dei democratici italiani" al ruolo di premier. Insomma, il candidato che si propone come prossimo nuovo capo del governo una volta finita l'esperienza dei tecnici guidati da Mario Monti. Lo ha detto durante la direzione nazionale del Pd, spiegando che la sua scelta significa partecipare "a quel percorso e in una giornata di grande partecipazione costruita, non per allestire generiche carovane o determinare questa o quella rendita di posizione, ma per ricavare governabilità dalla partecipazione". E a proposito di prossime elezioni, Bersani ha mandato un messaggio preciso ad Antonio Di Pietro e al suo partito, l'Idv, chiedendogli di riflettere se sia il caso di continuare a insultare il Pd e anche le massime istituzioni dello Stato. Insomma che si decida da che parte stare, con il Pd o contro. Si è anche rivolto al movimento di Beppe Grillo, chiedendo più o meno la stessa cosa, cioè che cosa voglia fare in occasione delle prossime elezioni. Che, Bersani lo ha ribadito dopo le polemiche dei giorni scorsi, ci saranno soltanto nel 2013 a termine della legislatura. Nel suo intervento Bersani ha poi mandato molti messaggi a Mario Monti, in particolare rispetto alle nomine del consiglio di amministrazione della Rai. Il suo partito, ha detto, non vi prenderà parte perché è ora di smetterla con la "lottizzazione dozzinale" in Rai: i partiti, ha aggiunto, devono uscire dalla televisione di Stato. "Con una governance così, la Rai non potrà ingaggiare le nuove sfide industriali e non potrà garantire il pluralismo. Non saremo corresponsabili di questa deriva, il Pdl ha posto il veto, noi non ci stiamo e i partiti escano dalla Rai. Noi non facciamo l'Aventino, apriamo un fronte" ha detto ancora sul tema in questione. Poi ha inviato a Monti altri messaggi sull'azione di governo, invitandolo a evitare la "politica degli annunci" e a infondere più fiducia ed equità. Ha espresso preoccupazione per la situazione economica, in particolare quella industriale, chiedendo qualche segno concreto. Poi ha citato la Germania: c'è bisogno che si muova, non c'è più tempo: "Al Consiglio Europeo di giugno si deve arrivare a qualche decisione. L'uscita della Grecia dall'euro non è pensabile, è un pensiero da apprendisti stregoni".


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