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DDL ANTI CORRUZIONE/ Senza la fiducia il governo va a casa. Lo dice il ministro della Giustizia

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Il ministro della Giustizia, Paola Severino, parlando a nome del governo, fa un annuncio che suona esattamente come un ultimatum. In ballo il ddl anti corruzione, di cui si discute da tempo e che nella responsabilità civile dei magistrati trova una forte opposizione tra le maggiori forze politiche che sostengono il governo, Pd e Pdl, ma non solo. Parlando con la stampa in una pausa della riunione die ministri europei della giustizia in Lussemburgo, il nostro guardasigilli ha detto esplicitamente che sul decreto legge il governo intende porre la fiducia. In caso contrario, se non ci sarà il voto di fiducia da parte delle forze parlamentari, "il governo andrà a casa". La fiducia, avverte ancora il ministro, verrà chiesta in caso i partiti si ostinino a non fare passi avanti sulla questione del decreto anti corruzione:  "Se non ci saranno passi in avanti e se non ci sarà alcuna iniziativa da parte dei partiti per sbloccare la situazione il governo dovrà chiedere la fiducia sul testo uscito, con ampi consensi, dalla Commissione congiunta Giustizia e Affari Costituzionali della Camera". Al proposito, Paola Severino si dichiara serena: è un provvedimento importante, corretto e condivisibile. Ma se il Parlamento non lo condividerà, allora il governo toglierà il disturbo dando le dimissioni. Il ministro anche a proposito dell'idea di fine esecutivo si dice serena. Il ddl spiega il ministro ha avuto un iter nel corso del quale è stato emendato con dei miglioramenti che danno effetti positivi. Il ministro si è sempre dichiarata disponibile a fare cambiamenti, ha aggiunto, ma ciò che non accetterà mai, ha detto, è fare della giustizia una merce di scambio. Il ddl anti corruzione secondo lo stesso Mario Monti si tratta di un passaggio considerato fondamentale per il risanamento del Paese: ecco perché la minaccia di dimissioni se non venisse approvato. Il nuovo rinvio a martedì prossimo per l'esame del Parlamento è arrivato dopo il no dei gruppi politici alle modifiche richieste sull'articolo 12. L'articolo in questione dopo le modifiche in commissione, presenta severe limitazioni gli incarichi fuori ruolo dei magistrati che lavorano presso gli uffici di ministeri e autorità. 


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