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SCENARIO/ Polito: i giochini dei partiti rischiano di far saltare Monti

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

È vero, ma credo che il dibattito sia piuttosto sterile. È difficile infatti immaginare di costruire su basi nuove il partito se la leadership rimane sempre la stessa. Con tutto il rispetto per il presidente del Senato, le sue tesi rischiano di non incidere. 

Per quale motivo? 

Credo che sia evidente che Berlusconi sia tentato di scegliere la strada del populismo per rilanciare un partito in difficoltà. D’altra parte, Forza Italia si è trasformata in un partito, ma non ce l’ha fatta e ora il Cavaliere ha voglia di farla tornare un movimento. Quanto siano più o meno pacchiane le forme che prenderà dipenderà dal tasso di grillismo, onestamente ridicolo per un partito che ha governato per 10 degli ultimi 17 anni.

Alla luce di quanto sta accadendo nel Pd e nel Pdl, quanto è solido il governo di Mario Monti? Secondo il Professore l’esecutivo «ha perso il sostegno di un grande quotidiano, espressione autorevole di poteri forti, e di Confindustria».

Questa dichiarazione è certamente un segnale di nervosismo. La stampa libera fa infatti il suo lavoro di analisi e di giudizio del potere di governo. Ed è lo stesso esercizio che per anni lo stesso professor Monti ha svolto criticando, anche aspramente, le politiche governative, senza che per questo le sue tesi fossero attribuite ai poteri forti, ma alla forza del suo pensiero. Credo che la stessa presunzione di indipendenza dovrebbe valere anche per Alesina e Giavazzi.
Detto questo, se il voto non conviene al Pd, figuriamoci se il Pdl può augurarsi di spartire con tutti gli altri partiti i pochi seggi che il Porcellum riserva all’opposizione. Come dicevamo prima però o si passa a un sostegno propositivo e convinto o il governo tecnico rischia di crollargli addosso… 

(Carlo Melato) 

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