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SCENARIO/ Quella mossa di Bersani che mette d'accordo tutti (tranne Prodi)

Pubblicazione:sabato 9 giugno 2012

Pier Luigi Bersani (Infophoto) Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Penso proprio che da questo punto di vista sia tutto risolto. D’Alema aveva chiaro in mente che la strada delle primarie per Bersani era praticamente obbligata, ma aveva bisogno di garanzie sul fatto che non venisse costruita l’ennesima coalizione fatta solo per vincere e non per governare. 
Sempre da D’Alema è poi arrivata una proposta interessante: organizzare le primarie del Pd e del Pdl nello stesso giorno. Potrebbe essere un ottimo modo per riavvicinare i cittadini ai partiti, evitando tra l’altro le polemiche sui voti di disturbo.

Ma il Partito Democratico non rischia un clamoroso autogol se dovesse ripetersi ciò che a livello locale è successo a Milano, Genova e Napoli? 

Non c’è dubbio che le primarie siano un terno al lotto. Dovremo aspettarci numerosi candidati, anche se sarà comunque una gara a tre: Bersani, Vendola e Renzi. 
Il segretario del Pd si presenterà con la “tranquillità” di Hollande, Renzi punterà sul nuovismo e Vendola cercherà di aggregare un’area articolata che sta alla sinistra dei democratici. In linea di massima il segretario dovrebbe spuntarla, anche se non è affatto scontato.

All’interno dello schema proposto da Bersani c’è secondo lei un piccolo spiraglio lasciato anche a Pier Ferdinando Casini?

Il leader dell’Udc resta una vera e propria incognita della politica italiana, ma il segretario dei democratici guarda anche a uno scenario post-elezioni. In un clima da costituente anche il centro potrebbe fare la sua parte. La decisione però deve spettare a Casini.

(Carlo Melato) 



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