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ASSE PD-UDC/ Fioroni (Pd): alleanza con Casini e Vendola, si può fare

Pubblicazione:domenica 1 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 1 luglio 2012, 11.12

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

“Silvio Berlusconi è responsabile della deriva del Pdl, che lo sta trasformando da riferimento indiscusso dei moderati in Italia a un rappresentante del qualunquismo populista in competizione con Beppe Grillo. Per i riformisti del Pd, un’alleanza con un centrodestra che sta subendo una mutazione antropologica di queste proporzioni è impensabile. Solo Pd, Udc e la sinistra di governo di Nichi Vendola possono garantire un governo politico dopo il 2013”. Ad affermarlo è Giuseppe Fioroni, deputato del Partito Democratico intervistato da Ilsussidiario.net.

 

Onorevole Fioroni, ieri il governo Monti al Consiglio Europeo ha conquistato un indiscutibile successo politico …

 

Il Paese sta attraversando un dramma economico-finanziario e il vertice europeo sembra offrirci qualche soddisfazione. I risultati di Bruxelles non risolvono però i problemi dell’Italia e nemmeno il compito che spetta a Monti fino al 2013. Per arrivare fino a marzo prossimo è necessario un impegno politico forte. Ciò significa che le forze che hanno dato vita alla maggioranza di governo, cioè Pd, Pdl e Udc, devono riuscire a fornire al governo Monti il sostegno di cui ha bisogno, o a livello politico e programmatico, o chiedendo il coinvolgimento dei leader dei tre partiti all’interno del governo. Il problema di fondo è che questa operatività è minata da una mutazione genetica del Pdl e del centrodestra.

 

In che cosa consiste questa mutazione?

 

Nel fatto che è finita la magia di Berlusconi. Per 20 anni il Cavaliere è riuscito a fare sì che qualunque estemporanea “nefandezza” mettesse in piedi, non ne minasse il ruolo di punto di riferimento indiscusso dei moderati di questo Paese. Oggi tutto ciò è arrivato al capolinea. Berlusconi ha degradato e svilito la sua leadership moderata, che per i moderati non è più minimamente un punto di riferimento. Al suo posto è subentrato un populismo qualunquista che rappresenta ormai un segmento esagitato di nicchia. Quando Berlusconi propone all’Italia di uscire dall’euro, significa che sta candidando il nostro Paese a essere la punta di diamante del Nord Africa. I titoli di Stato di Roma in questo modo non saranno più paragonati a quelli di Berlino, ma a quelli del Cairo.

 

Quali sono le conseguenze delle esternazioni del Cavaliere?


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