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ASSE PD-UDC/ Fioroni (Pd): alleanza con Casini e Vendola, si può fare

Pubblicazione:domenica 1 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 1 luglio 2012, 11.12

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Ciò su cui sono d’accordo con Follini è che la dicotomia o la distinzione tra Berlusconi e il Pdl dovrebbe essere normale in tutti quei grandi partiti nei quali esiste una pluralità del gruppo dirigente e un’alternanza dei leader. Il principale partito del centrosinistra ha avuto come leader Romano Prodi, Massimo D’Alema, Valter Veltroni, Dario Franceschini e Pierluigi Bersani. In questo modo abbiamo creato le condizioni del cambiamento, scindendo le vicende del singolo leader da quelle del soggetto politico. Al contrario, Berlusconi è il Pdl o meglio, senza Berlusconi il Pdl non ha il consenso: è questo è il vero problema. Quando si parla di moderati e riformisti in una stagione di emergenza, i ragionamenti di Follini possono anche essere guardati. Ma se il Pdl senza Berlusconi scende dal 19% ai livelli di un piccolo partito, allora questo dato dobbiamo tenerlo presente.

 

E quindi?

 

Stando queste condizioni, l’alleanza tra moderati e riformisti può essere solo quella tra il Pd, Casini e i moderati che romperanno con tutti i sistemi rigidi della seconda Repubblica. Ritengo necessaria inoltre un’alleanza concordata e condivisa sul programma con la sinistra responsabile e di governo rappresentata da Nichi Vendola.

 

Che cosa ne pensa delle dichiarazioni di Renzi, secondo cui chi vince le primarie deciderà le alleanze?

 

Io ho apprezzato che Bersani abbia proposto di fare le primarie. La politica è però l’arte di saper comprendere i segni dei tempi. Oggi c’è la disponibilità di Casini, c’è la non indisponibilità di Vendola, e quindi le primarie che sono uno strumento a disposizione della politica non devono diventare l’elemento che fa saltare ciò che permette il governo del Paese, e cioè un’alleanza seria e credibile. Se noi mettiamo in piedi delle primarie all’insegna del contarci tra noi, con un iper-protagonismo del Pd, rischia di essere solo controproducente.

 

(Pietro Vernizzi)



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