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CRISI/ Napolitano: lo spread condiziona l'economia, sì a politiche anti-crisi anche dopo il 2013

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“Sono convinto che i partiti sono determinati a dare un conseguente sviluppo, anche dopo le elezioni del 2013, a politiche di maggiore integrazione europea” contro il debito e per la crescita. Queste le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al termine del colloquio col presidente sloveno, Danilo Tuerk, avvenuto a Lubiana. Il Capo dello Stato ha poi spiegato che “la politica italiana è un'entità un po’ complicata. Se parliamo di partiti, in questo momento vediamo che tre importanti partiti convergono sul sostegno alle politiche del governo Monti, con distinguo e riserve ma anche con contributi propositivi, mentre altre forze sono su linee completamente diverse”. Secondo Napolitano “più di questo non vedo cosa si possa chiedere. Ciascuna forza politica ha poi le sue strategie e le sue tattiche”, ha detto, ma la cosa più importante è che “più noi daremo ai mercati l'immagine di un Paese in cui le forze politiche e quelle sociali hanno comune consapevolezza e senso di responsabilità, più potremo guadagnare in termini di fiducia anche da parte dei mercati”. A proposito di mercati, il presidente della Repubblica si è detto convinto che la situazione politica ed economica italiana è fortemente “condizionata dallo spread”, ma nonostante questo l’euro continua ad essere “una grande e irrinunciabile conquista”. Il Capo dello Stato ha infine ribadito che le conseguenze dovute allo spread “sono concrete, perché dobbiamo sborsare miliardi e miliardi in più. Dunque è un elemento molto condizionante, ma ci auguriamo che il quadro possa essere più favorevole dopo il Consiglio europeo di fine giugno”. Nella giornata di ieri Napolitano ha invece inviato una lettera ai presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini in cui afferma che la presentazione in Parlamento di proposte di legge elettorale non è più rinviabile. “Stanno purtroppo trascorrendo le settimane – aveva scritto il capo dello Stato - senza che si concretizzi la presentazione alle Camere, da parte dei partiti che hanno da tempo annunciato di voler raggiungere in proposito un'intesa tra loro, di un progetto di legge sostitutivo di quella vigente per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato”. 


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