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RIFORMA ELETTORALE/ Violante: accordo anche senza doppio turno

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Guardi, il Partito democratico è l'unico che fino a oggi ha presentato un progetto compiuto di riforma elettorale, proponendo il doppio turno. La proposta piace solo a noi. Si può quindi trovare una intesa su un'altra soluzione. L'altra proposta che avanziamo è quella di costituire dei collegi elettorali, dove verrebbero eletti i tre quarti dei parlamentari. L'altro quarto può essere indicato nel cosiddetto listino.

Ci sono delle obiezioni al riguardo

Si, le obiezioni sono legate al fatto che questo sistema favorirebbe i candidati "paracadutati" nei cosiddetti collegi sicuri. Non so se ci sono più collegi sicuri. In ogni caso si può trovare la soluzione prescrivendo che i candidati devono risiedere da almeno da due anni nella circoscrizione.

Per varare una nuova legge elettorale occorrono dei tempi tecnici, non si può più perdere molto tempo

Per ridisegnare i collegi ci vogliono tre mesi di tempo e quindi occorre muoversi presto. Occorre una volontà politica e un lavoro costruttivo che deve avere un'agenda ben precisa. Teniamo presente una cosa: il problema della riforma elettorale in Italia è innanzitutto interesse italiano, ma su questo punto si stanno interrogando anche le istituzioni europee, per capire quale sarà il nuovo quadro politico italiano che esce dalle consultazioni elettorali dell'anno prossimo.

Da quello che lei dice, si capisce che lo stato di emergenza non riguarda solo l'aspetto economico e finanziario, ma anche politico e istituzionale

E' quello che sostanzialmente ha fatto comprendere il Presidente della Repubblica con la sua lettera  ai Presidenti delle Camere. Noi siamo in uno stato di emergenza dopo il crollo del governo Berlusconi. E in questo stato di emergenza c'è anche la questione legata alla legge elettorale. Il nodo della questione è che dalle urne esca una maggioranza che sia in grado di governare il Paese, evitando quindi fenomeni di frammentazione politica.

Ma di questo dovrebbero rendersene conto tutti i partiti.

Non c'è dubbio. Ma lei guardi i sondaggi e veda lo sfasamento che c'è tra l'attuale rappresentanza in Parlamento. Il primo partito del Parlamento italiano in questo momento é al terzo posto nei sondaggi. E' per questa ragione che spesso si tende anche ad aggirare il nodo centrale del dibattito sulla riforma elettorale.

Per superare questo momento di crisi, di stato d'emergenza che cosa ci vorrebbe?

Uno spirito diverso da parte di tutti. Sono stato a un convegno di imprenditori a Mestre indetto da Liberafondazione dell'on. Giustina Destro . Ho notato che non ci si ferma solo alle lamentele sulla crisi. Si guarda avanti, si cercano le soluzioni possibili, si tentano nuove strade da percorrere. Se questo stesso spirito coinvolgesse tutto il Paese, saremmo già sulla pista giusta.

 

(Gianluigi Da Rold)



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