BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA ELETTORALE/ Violante: accordo anche senza doppio turno

Secondo LUCIANO VIOLANTE, anche le riforma della legge elettorale dovrà fare parte di quei provvedimenti necessarie per uscire dall’emergenza in cui si trova il Paese.

Infophoto Infophoto

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di intervenire con una lettera ai Presidenti delle Camere per richiamare le forze politiche. Napolitano scrive: “La riforma elettorale non è più rinviabile”. Aggiunge una considerazione il Capo dello Stato che fa comprendere l'urgenza della riforma, perché il Paese sta vivendo un autentico stato di necessità non solo dal punto di vista economico-finanziario: “Non è più rinviabile anche rimettendo a quella che sarà la volontà maggioritaria delle Camere la decisione sui punti che non risultassero oggetto di più larga intesa preventiva”. E' una vera “bachettata” ai partiti che sembrano girare intorno ai problemi, senza avvertire l'urgenza della riforma. L'ex Presidente della Camera, Luciano Violante, condivide pienamente l'intervento e l'invito di Giorgio Napolitano, partendo da una considerazione di fondo: “Non si può affrontare più un'altra tornata elettorale senza che siano garantiti due punti fondamentali: il primo è quello di restituire ai cittadini la rappresentanza in Parlamento, il secondo è quello di evitare la frammentazione politica. Questo sono i nodi che dobbiamo sciogliere”. 

In questo momento le forze politiche, anche quelle che si trovano nella stessa maggioranza che sostengono il governo di Mario Monti sono divise

Il dissenso maggiore è sulle preferenze. Il Pd, il mio partito, è contrario alle preferenze, mentre una parte del Pdl e l'Udc sono favorevoli al ritorno.

Per quale ragione lei e il suo partito siete contrari?

I cittadini comuni ritengono che la preferenza dia loro un vero potere di scelta. Purtroppo é una illusione. Perché il meccanismo della preferenze eleva molto il costo delle campagne elettorali e quindi favorisce i candidati con più risorse; premia, inoltre, i candidati che sono espressione di gruppi organizzati sul territorio, sindacati, cooperative, associazioni di vario tipo, anche organizzazioni criminali, che concentrano il voto da loro controllato sul proprio candidato. Alla fine non avviene affatto un ricambio della classe dirigente come tanti giustamente vogliono e si augurano. Alla fine prevalgono i più noti o i più supportati dall'esterno. E' per questa ragione che non siamo d'accordo sulle preferenze. Noi vogliamo avviare un vero ricambio. 

Questo è il punto di massima divisione