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MONTI-CGIL/ Benvenuto: concertazione, una polemica che serve solo all'Europa

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Infatti. Ma è un errore. Era forse concertazione quella di quando si votò sulla scala mobile? Non mi pare proprio. C’era forse concertazione ai tempi del compromesso storico? La concertazione, se si guarda bene, si realizza veramente negli anni Novanta, con Carlo Azeglio Ciampi. E poi, non per difendere una storia personale, ma il sindacato italiano una sua funzione democratica, di difesa democratica, in questo Paese l’ha avuta. Ma ce le ricordiamo le assemblee sindacali quando in Italia c’era il terrorismo? Chi andava a spiegare nelle assemblee di fabbrica che bisognava isolare e denunciare i terroristi? Qui sembra che ogni tanto, forse per il suo carattere o per la sua impostazione culturale, Monti abbia quasi voglia di mettere le dita negli occhi a qualcuno. E l’atteggiamento verso il sindacato non è affatto positivo. Sembra quasi che si parli male del sindacato italiano, perché questo fa piacere in sede europea.

 

Lei sostiene in sostanza che un dialogo con le forze sociali deve essere sempre aperto e che questo dialogo è importante per una democrazia come quella italiana.

 

Questo dialogo, lo ripeto, non significa arrivare a un consociativismo che poi diventa inconcludente, che blocca tutto e che non fa cambiare nulla. Ma questo dialogo, a cui poi devono seguire delle scelte, significa governare un Paese, soprattutto in un momento come questo, carico di incognite, di grande incertezza, di dubbi, di smarrimento, di nuovi rischi che si affacciano all’orizzonte sulla situazione europea e nella finanza mondiale. Prima parlavo dei sindacati, dell’atteggiamento verso i sindacati. Ma guardi che anche questa riforma del lavoro, così come è stata realizzata, mette in difficoltà il sistema produttivo delle piccole e medie aziende. Tenere un dialogo aperto sarebbe importante, molto importante. Altrimenti sembra che i cittadini italiani, le famiglie italiane, le imprese e i sindacati debbano attenersi al concetto: non disturbare il manovratore. Non è con questo spirito che si affronta una crisi di questo tipo.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
12/07/2012 - GOVERNO ATTUALE (delfini paolo)

BENVENUTO HA RAGIONE, FAMIGLIE, IMPRESE E SINDACATI STIANO AL LORO POSTO SENZA DISTURBARE I MANOVRATORI IMPOSTI DALLA FINANZA.QUESTA E' LA LOGICA IMPERANTE, LOGICA DISFATTISTA CHE IN TANTI ORMAI CONTESTIAMO RADICALMENTE.