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IL CASO/ 1. Follini (Pd): la democrazia è a rischio

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Noi la proposta l'abbiamo fatta e la riteniamo una proposta che è mirata a raggiungere il massimo di rappresentatività e di governabilità del Paese. Abbiamo in sintesi proposto il doppio turno, che ci sembra il migliore, il più adatto per rispondere ai criteri che indicavo: rappresentatività, governabilità superando la frammentazione. Certo, dovremo per forza passare attraverso altre soluzioni, perché questo doppio turno non convince l'altra parte del Parlamento.

C'è un problema che divide anche voi, quello delle preferenze. Si dice che aumenterebbero le spese elettorali, che nominerebbero i più noti o quelli che hanno dietro un'organizzazione ben radicata.

Conosco le obiezioni alle preferenze. Ma io non sono del tutto d'accordo. O meglio, in una trattativa per la riforma elettorale, non farei della questione delle preferenze una sorta di bandiera. Insomma, non alzerei un muro.

Poi c'è il problema delle primarie interne a voi, ma soprattutto la data delle primarie.

Guardi, io sono della vecchia scuola. Prima si fa un programma, poi si costruisce un'alleanza, quindi si sceglie il candidato premier di una coalizione. Il problema qui non sono le date da stabilire, ma sono i passaggi politici da raggiungere.

 

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
15/07/2012 - Preferenze (Giuseppe Crippa)

La reintroduzione delle preferenze, insieme al divieto di candidature multiple (cioè la stessa persona non si deve poter candidare contemporaneamente in due o più collegi elettorali) terrorizza letteralmente tutti gli attuali parlamentari non soltanto per l’aumento delle spese per la propaganda ma soprattutto per il rischio concreto di essere esclusi dal Parlamento (e dai relativi privilegi) dopo aver sostenuto le suddette spese. I candidati del PD poi sono terrorizzati dal pericolo (non certo per la democrazia come dice Follini mescolando abilmente le carte ma per il PD stesso) che la rappresentanza parlamentare che uscirà dalle urne privilegi una delle due anime del partito, ciascuna portatrice di istanze che l’altra non condivide, così da essere costretti, se in minoranza, a votare provvedimenti di legge definiti inaccettabili anche solo poche settimane prima. Non ho dubbi però che PD e PdL troveranno il modo di sterilizzare il più possibile gli effetti di una eventuale reintroduzione delle preferenze: questo sì che sarebbe, a mio avviso, se non un rischio certo un ulteriore passo indietro per la nostra democrazia.