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Politica

REFERENDUM/ Partita la raccolta firme anti-casta per tagliare le indennità ai parlamentari

Dal 14 maggio è possibile firmare per il "referendum per l'abrogazione degli stipendi d'oro", una raccolta firme che dovrebbe parzialmente abrogare la legge per le indennità parlamentari

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Dal 14 maggio è possibile firmare per il "referendum per l'abrogazione degli stipendi d'oro", una raccolta firme che dovrebbe parzialmente abrogare la legge per le indennità parlamentari, quindi l'articolo 2 della legge 1261 del 1965 che disciplina le indennità spettanti ai membri del Parlamento. L’iniziativa, di cui fino ad oggi non si è saputo praticamente niente, sta in questi ultimi giorni diventando un vero e proprio caso: a proporla è Unione Popolare, un movimento di cittadini che da alcuni mesi sta diffondendo in rete quesiti per un referendum abrogativo di uno dei "privilegi della Casta", la diaria dei parlamentari. La raccolta di firme è cominciata nel migliore dei modi, ottenendo in poco tempo oltre 200mila adesioni. C’è però un problema con cui gli organizzatori del movimento non hanno fatto i conti: nessuna richiesta di referendum può essere depositata nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere, con la conseguenza che le firme potranno essere consegnate solo a gennaio 2013. Gli organizzatori non hanno comunque intenzione di abbandonare il progetto: come riporta Il Fatto Quotidiano, la promotrice dell’iniziativa con l’Unione Popolare, Maria Di Prato, ha fatto sapere che “la legge del ‘70 è lacunosa, faremo ricorso e anche questa raccolta sarà valida. In ogni caso, se necessario, a ottobre ricominceremo da capo. Noi non siamo professionisti e la nostra intenzione era quella di sollevare un serio dibattito”. Riguardo all'articolo 2 della legge 1261 del 1965 che si intende abrogare con tale referendum, è lo stesso sito internet della Camera dei deputati a spiegare che la diaria “viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. L'attuale misura mensile della diaria, a seguito della riduzione disposta dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 27 luglio 2010, è pari a 3.503,11 euro. Tale somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata”.