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IL CASO/ Fioroni (Pd): Di Pietro e Renzi? Rimandati a settembre...

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Ieri però qualcuno ha definito il comportamento del presidente Bindi in assemblea "vergognoso".

Le dico la verità: per aver detto no ai matrimoni gay ho subito per giorni attacchi di ogni tipo. Sono diventato il quinto più twitterato al mondo: dai cinesi agli americani ho ricevuto contumelie di ogni sorta. Il presidente Marino mi ha detto: bene Fioroni, lo dica apertamente così ci contiamo in assemblea, vediamo cosa ne pensa il Pd. Io credo che ieri non sia stato impedito a nessuno di votare. Abbiamo votato e abbiamo deciso che veniva precluso l'esatto contrario di ciò che era previsto.

Caso chiuso, allora?

Il documento, approvato con pochi voti contrari, prevede testualmente il riconoscimento dei diritti, tramite un presidio giuridico, delle persone che stabilmente convivono. Abbiamo chiuso la strada a chi pensava di fare di più: quelli che dicono "mi chiamo fuori del Pd", credo abbiano avuto una dimostrazione che il Pd ha una stragrandissima maggioranza che ha scelto la strada della saggezza e del bene comune, e non delle contrapposizioni interne.

Nell'assemblea di ieri si sono registrate polemiche anche sulle regole per le primarie.

Anche in questo caso credo che sia un fatto di democrazia e di rappresentanza. E anche qui esiste una stragrande maggioranza su alcune scelte che sono chiare. Ho detto come la penso: le primarie per la scelta del premier devono essere primarie di coalizione. Dobbiamo scegliere chi guiderà il governo, non il segretario di partito, perché quello si sceglierà l'anno prossimo dopo le elezioni come prevede il nostro statuto.

Primarie di coalizione dunque?

Le primarie devono essere una grande festa della coalizione che vuole costruire l'alternativa di governo. Dobbiamo evitare che i moderati a partire da Casini si sentano estranei a questo procedimento, e dall'altra evitare che quella sinistra che fa riferimento a Vendola si senta marginalizzata. A oggi già ci sono quattro candidati tutti in area Pd: non vorrei arrivassimo all'inverosimile, che il Pd ostacola la coalizione. L'alleanza non è una cifra irrilevante: se vogliamo che i mercati abbiano fiducia nel dopo Monti c'è la necessità di una coalizione forte, coeva e credibile, e non la fanno tale i confronti tra tifosi. La fanno tale i programmi. Diversamente, salta la coalizione e le primarie allora non servono a niente.

I rottamatori però insistono.

A me dispiace per il mio amico Matteo Renzi, che ancora una volta deve trovare il tempo alla sera di frequentare qualche scuola da ballo. 

Scusi?

Non riesce mai a fare il passo al tempo giusto, è sempre fuori tempo. In politica andare fuori tempo è un errore. 

Qual è il punto che Renzi e gli altri non accettano?


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