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DEFAULT SICILIA/ Monti chiede la conferma delle dimissioni di Lombardo

Pubblicazione:martedì 17 luglio 2012

Raffaele Lombardo Raffaele Lombardo

La regione Sicilia a rischio fallimento, default. E' scoppiato il caso che potrebbe portare la Sicilia e anche il resto del Paese davanti a prospettive assai serie. Per questo è intervenuto il capo del Governo rivolgendosi direttamente a quello che in teoria dovrebbe essere ormai l'ex presidente, Raffaele Lombardo, chiedendogli chiarezza. Deve confermare le sue dimissioni, ha detto Monti, in modo da decidere una soluzione adeguata al possibile crack siciliano. Monti vuole la conferma che quanto dichiarato da Lombardo sia confermato dai fatti: le sue dimissioni entro il 31 luglio. Il capo dell'esecutivo, dice una nota ufficiale, "si fa interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio". E' probabile che il governo stia già pensando a inviare in Sicilia un commissario che prenda le redini della situazione. Anche se la regione è a statuto speciale  gode cioè di autonomia, è previsto che in caso di "gravi e reiterate violazioni" possa intervenire un commissario nominato dal governo di Roma. Di fatto, la Sicilia si troverebbe in una situazione di pre fallimento per via degli ultimi due anni di gestione, una gestione appunto fallimentare. Esiste infatti un debito da 5 miliardi di euro e un bilancio chiuso con entrate fantasma. I residui attivi sarebbero di 15 miliardi, crediti che potrebbero pareggiare il deficit, ma si tratterebbe di crediti che nessuno può far valere, fantasmi, appunto. C'è poi il problema die fondi europei: la Regione utilizza circa ventimila dipendenti, un numero altissimo e l'Unione europea ha sospeso in questi  giorni circa 600 milioni di fondi previsti. Ci sono di mezzo anche appalti sospetti. Sulla richiesta di Monti è intanto intervenuto il presidente dell'assemblea regionale, definendola inusuale e anomala. Per l'assessore all'economia non è vero che ci sia il rischio di fallimento: il bilancio sarebbe stato parificato dalla Corte dei conti, definito valido e in equilibrio. Per il vicepresidente della regione invece quello di Monti è un attacco all'autonomia della Sicilia: "Le voci di commissariamento sono improponibili sia sul piano politico sia sul piano costituzionale. C'è in atto un tentativo di strumentalizzazione politica" ha detto. A ogni buon conto, Lombardo si recherà a Roma da Monti il prossimo 24 luglio per un incontro che a questo punto dovrebbe essere decisivo.  


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