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FORZA ITALIA (?)/ Buttafuoco: gli ex An? La destra potrà rinascere solo nel solco dell’Msi

Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri - Infophoto Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri - Infophoto

Il senso del sacro mantenuto dalla destra è un discrimine fondante; essa, inoltre, non potrà mai assumere la concezione dell’esistenza che la visione materialista comporta. La sinistra, oltretutto, ha sempre avuto la presunzione di forgiare una nuova umanità, correggendone i difetti; la destra è più rispettosa di tali difetti. La sinistra, diciamo, è utopista, la destra più pragmatica.

Politicamente, invece, dove è ravvisabile?

Politicamente è del tutto minoritaria. L’unica destra politicamente possibile consite in un equivoco rispetto a quella che dovrebbe essere definita tale; l’unica possibile, cioè, è quella di Mario Monti, dei tecnici, della società liberale, della satrapia occidentale che vuole ridurre la pluralità del mondo, cancellarne  le identità, esportare la democrazia;  la destra che si fonda su un’idea di supremazia sulle distinzioni delle voci, dei colori e dei popoli.

E Fli? Che cos'è?

Si tratta di una manovra tattica messa a punto da quell’impiegato della politica che è Fini. E che, senza di lui, sarebbe una cosa meravigliosa. Le storie di persone come Fabio Granada, Flavia Perina, Tomaso Staiti di Cuddia o  Umberto Croppi sono esemplari. Personaggi di caratura superiore rispetto al leader del loro partitoche sono cresciute in un laboratorio politico che ha costruito un’idea di società in linea con quel pragmatismo tipico della destra italiana. Dalla loro passione genuina e dal loro entusiasmo potrebbe venire fuori qualcosa di interessante.

Cosa ne pensa, invece, di Storace?

E’ una persona appassionata, in grado di commuoversi e di trascinare attorno ad un progetto. Ma pur sempre legata a un progetto minoritario.

Lei escluderebbe la possibilità, per gli ex An, di tornare a riunirsi?

Se si trattasse di una chiamata alle armi nel nome di An, ci saranno solo fischi e pernacchie. Se sarà, invece, nel nome del Movimento Sociale, sarà una cosa ben diversa. L’Msi fu, infatti, un’esperienza molto più sofferta, delicata e radicata nell’ideologia italiana. Si tratterà, quindi, di riprendere le fila un’eresia.

Quale?

Quella che immagina di riscattare gli italiani, superandone l’inazione e la privazione della sovranità politica nel segno del pragmatismo; un’idea contestuale alla propria identità, di popolo e nazione. Ci siamo dimenticati che la parola Italia preesiste nei millenni e non può essere rinchiusa nei confini di una storia minuta, liberale e piccolo-borghese.

Tutto ciò potrebbe accadere realmente?

Beh, chi avrebbe mai scommesso sul fatto che, dopo l’estrema decadenza, la Turchia potesse tornare alla stagione neo-ottomana; che dopo la rivoluzione culturale, Pechino potesse diventare la prima città al mondo; che in seguito al crollo dell’Unione Sovietica, Mosca potesse riaprire il sipario del Bolshoi e dispiegare le ali dell’Aquila imperiale degli Zar e portare agli onori degli altari la famiglia Romanov?

 

(Paolo Nessi)

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