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FORZA ITALIA (?)/ Buttafuoco: gli ex An? La destra potrà rinascere solo nel solco dell’Msi

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Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri - Infophoto  Ignazio La Russa, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri - Infophoto

Praticamente, gli è stato tolto il terreno sotto i piedi; dopo aver accettato la fusione, mal digerendola, gli ex An si trovano di fronte a due ipotesi, una più svantaggiosa dell’altra: possono fare buon viso a cattivo gioco, restare dentro la rinata Forza Italia, rinunciando a qualunque residuo di pretesa identitaria; o andarsene, peregrinando verso ogni luogo che consenta loro di sottolineare e preservare la propria diversità rispetto al partito di Berlusconi. Ora, posto che questo luogo, all’interno del centrodestra, esista, nessuno gli assicurerà mai quel seggio in Parlamento che, restando in Forza Italia, avrebbero garantito. Quindi? Cosa faranno i vari Gasparri, La Russa, Meloni e via dicendo? Abbiamo fatto con Pierangelo Buttafuoco il punto sulla destra italiana.

Gil ex An hanno reagito male all'ipotesi di un ritorno a Forza Italia. La loro rabbia è realmente dettata dal senso di tradimento identitario o da mere logiche spartitorie?

Credo che siano sinceri. L’identità è un sentimento che ha sempre riguardato queste persone. Un sentimento impalpabile, che non si può quantificare, né in termini numerici né attraverso la geografica ideologica e che è sfuggito ai recenti sommovimenti delle varie aggregazioni politiche.

Cosa crede, in ogni caso, che decideranno di fare?

Cosa ne sarà degli ex An, attualmente, non è dato di saperlo. Credo d’altronde che loro, come del resto gli uomini più vicini a Berlusconi, ma anche quelli della sinistra, saranno spazzati via.
Da cosa?

Constato il fatto che, politicamente, le sofferenze non finiranno mai. Pensi a cos’è successo a sinistra con le primarie: sistematicamente sono stati eletti personaggi eccentrici al partito che non solo erano dati come perdenti per le consultazioni interne, ma che hanno pure vinto le elezioni comunali. E’ successo a Napoli, a Milano, a Genova e a Taranto. Allo stesso modo, a destra credo, che ci potranno essere delle sorprese. Sono convinto, in sostanza, che dell’attuale classe dirigente non ne resterà uno solo.  

In ogni caso, esiste ancora una destra italiana?

Sì. Sopravvive e persiste a livello popolare, in quelle comunità che sono state contaminate dalla grande stagione del Movimento sociale, trasversale e presente in tutto il territorio; si tratta di una realtà connotata da storie solidarietà, dalle scommesse individuali di coloro che ambiscono a riconoscersi in un cammino di emancipazione sociale, da chi fa parte di un proletariato che non cade nella trappola della lotta di classe. L’opposto della società liberale, con i suoi culti della partita iva e della carta di credito.

Quali sono i suoi tratti distintivi, rispetto alla sinistra?



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