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NAPOLITANO-MONTI/ Folli: c’è un patto per salvare l'Italia dal crack siciliano

Pubblicazione:giovedì 19 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 19 luglio 2012, 13.03

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Credo che Napolitano e Monti abbiano voluto dimostrare che sono in grado di tenere le mani ben salde sul timone. E che le vicende economiche, da un lato, e gli attacchi subiti dal Quirinale (mi riferisco, in particolare, alla pubblicazione delle intercettazioni delle sue telefonate con Mancino), dall’altro, non hanno indebolito questo rapporto. Hanno cercato, sostanzialmente, di lanciare un messaggio rassicurante.

Sul tavolo del colloquio si è detto che ci fossero anche i vari decreti economici del Governo, l'iter dei provvedimenti legislativi e un giudizio generale sullo stato economico del Paese. Crede che, effettivamente, fosse così o, piuttosto, non sia stato un modo per evitare il panico?

L’agenda, effettivamente, è intesa a far sì che il governo sia percepito, dall’opinione pubblica, nel pieno esercizio delle sue funzioni; tanto più in una fase drammatica come quella che stiamo affrontando. Il Quirinale ha inteso, quindi, rafforzare questa impressione, conferendo all’esecutivo ulteriore legittimità e cercando di trasferire ai cittadini un analogo sentimento di fiducia.

Ci sono provvedimenti più urgenti degli altri?

Indubbiamente, anzitutto, tutti quelli che opereranno sul fronte della riduzione della spesa e del debito pubblici; sono, inoltre, prioritarie tutte quelle disposizioni che consentano di rafforzare il profilo europeo della nostra politica e, all’Italia, di far valere le proprie posizioni in ambito comunitario, affinché abbia l’autorevolezza per spingere verso una maggiore integrazione.

Crede che dai partiti potrà venire un reale contributo nel contrastare l’emergenza?

Ad oggi, purtroppo, la crisi dei partiti persiste e, finora, non ha perso intensità, né risulta meno grave di prima, né, infine, è stato fatto alcunché per recuperare credibilità. Continua ad esserci, quindi, un vuoto drammatico. Il governo, finora, si è retto su una combinazione irripetibile, costituita dal sostegno del Quirinale e dalla vacanza delle forze politiche. Si tratta, tuttavia, di una circostanza in procinto, necessariamente, di concludersi. Preoccupa, quindi, pensare al momento in cui i partiti torneranno sulla scena chiedendo, seppur legittimamente, di ricollocarsi in quell’ambito ove non hanno mai saputo assumersi i propri compiti in termini di proposte, idee e rapporto con gli italiani.


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