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NAPOLITANO-MONTI/ Folli: c’è un patto per salvare l'Italia dal crack siciliano

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Il ritorno di Berlusconi rischia di complicare il quadro?

Non credo, sinceramente, che sia realmente intenzionato a tornare a Palazzo Chigi. L'ipotesi, al limite, potrebbe contribuire, paradossalmente, a stabilizzare lo scenario

Giorgio Vittadini su queste pagine ha detto che «non è ancora troppo tardi per costruire insieme programmi che favoriscano libertà, intrapresa,  sussidiarietà e solidarietà nella scuola, nell’università, nella sanità, nell’assistenza, nel mercato del lavoro, nell’impresa. Questo potrebbe voler dire rompere con parte dei rispettivi gruppi dirigenti, ma meglio perdere la cadrega che la dignità». E’ d’accordo?

L’agenda è pienamente condivisibile e, in politica, non è mai troppo tardi. Ed è pur vero che il mondo non finisce con la crisi della seconda Repubblica. Va anche detto che ci sono gruppi dirigenti obsoleti e altri che devono ancora legittimarsi e dimostrare di esistere; tutto ciò rientrerebbe nella logica naturale delle cose. Tuttavia, non siamo in grado di prevederne i tempi. Il nostro sistema politico, infatti, è malato e ingessato a tal punto da rendere i ritardi, in tal senso, immani. Anche il fermento presente nelle società civile, spesso in grado di raccordarsi con le esigenze del sentire comune, non sta ancora trovando un punto di mediazione politica. Per ora, purtroppo, registriamo l’attaccamento al passato.

 

 

(Paolo Nessi)

 

 

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