BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Bersani-Casini, "coppia di fatto" se...

Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani (Foto: Infophoto) Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani (Foto: Infophoto)

Ma torniamo al punto: se, fallito “questo” bipolarismo, se ne possa auspicare uno più mite e costruttivo o si possa anche pensare qualcosa d’altro. In altre parole: il centro ha titolo per scompaginare questo sistema e guidare una fase di cambiamento? Sì e no, dipende da chi è che cos’è. Il centro, oggi come oggi, significa Pier Ferdinando Casini. Il quale politicamente non ha sbagliato una mossa, è vero, ma poi - guardando in casa sua - il partito, l’area, che doveva essere l’incubatrice del cambiamento e di una nuova partecipazione, è caduto nello stesso errore che criticava, quello dell’«uomo solo al comando». Casini insomma ha di fatto smantellato il suo partito di signorotti delle poltrone e delle tessere, preferendo fare opinione da solo (puntando tutto su Twitter, tv e giornali) e così oggi si può permettere il lusso di attaccare la Sicilia «nominificio» che solo ieri era il suo serbatoio di voti.

Ma un altro partito non si capisce ancora come e con chi vorrà ri-fondarlo. Con Fini sì e no. Forse con Montezemolo, forse con Passera, forse con Riccardi. Solo ipotesi. Dipende tutto, ci risiamo, dalla legge elettorale. Ma se prendiamo per buona l’ipotesi (sciagurata) che si vada a votare alla fine con questa, possiamo provare a ipotizzare che cosa potrebbe accadere. Alla Camera oggi chi vince anche per un sol voto prende tutto e non c’è storia per gli altri, cosicché l’alleanza che si profila fra Bersani e Vendola non sembra superabile da un Pdl suicida che assiste supino al ritorno di Berlusconi alleato di una Lega ridotta al lumicino. Casini ha mille dubbi per sé ma sugli altri i conti li sa fare. Ecco perché definisce il ritorno di un governo Berlusconi «un film dell’orrore», chiudendo ogni ipotesi, rivelando di confidare invece «in un patto fra progressisti e moderati». «La frattura tra l’Udc e Silvio Berlusconi - aggiunge il leader centrista - è evidente e irreversibile».