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UNIONI GAY/ Casini: inciviltà. Bersani: andiamo avanti

Pubblicazione:sabato 21 luglio 2012

Casini e Bersani (Infophoto) Casini e Bersani (Infophoto)

Prima le polemiche all'interno del Pd e poi le parole di Pierferdinando Casini. Il tema dei diritti agli omosessuali sembrano dividere più che unire all'interno delle segreterie e mette a repentaglio possibili alleanze. “Stabilire garanzie giuridiche per una coppia di conviventi anche dello stesso sesso è un fatto di civiltà ma i matrimoni tra gay sono una idea profondamente incivile, una violenza della natura e sulla natura”, ha detto il leader Udc parlando alla Direzione nazionale del partito. Lo stesso, secondo Casini, vale per le adozioni gay: “E’ un’idea della società che abbrutisce, che non progredisce ma regredisce perché vuol dire che è più forte il desiderio di maternità che quello della tutela del bambino, e noi siamo dalla parte del bambino”. “La nostra - si difende Casini - non è una idea oscurantista ma di libertà, progresso e rispetto dei più deboli”. Il leader centrista ha aperto poi la strada a una possibile alleanza con il Pd mettendo, però, al bando i partiti di Vendola e Di Pietro. Dal canto suo, il segretario del Pd Pierluigi Bersani manda un segnale forte e chiaro ai compagni di partito che nelle scorse settimane si erano detti contrari al tema, prima fra tutte Rosy Bindi, e risponde a distanza al al leader Udc, possibile alleato: “"Noi le unioni gay le facciamo. Gli altri si regolino" ha detto a Camposanto per la Festa del Pd in uno dei Paesi più colpiti dal terremoto. Dopo le parole della Bindi anche quelle di Casini hanno colpito nel segno e hanno scatenato in breve tempo furenti reazioni. “Ricordiamo a Pier Ferdinando Casini che è un politico che opera nel 2012 e in Europa e che, a meno che non si voglia candidare in Iran o nello Iutah, il suo fondamentalismo risulta fuori luogo e tempo massimo", ha dichiarato Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay. "Consiglio a Casini, che vuole rappresentare i moderati, un po’ di misura e moderazione quando si parla di diritti civili, perché in tutta Europa i moderati non usano le parole che lui ha utilizzato oggi, che ricordano più le scempiaggini dette da un estremista ultra conservatore, piuttosto che le parole di un leader centrista che vuole governare il paese", controbatte l’onorevole Anna Paola Concia. 


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