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lunedì 23 luglio 2012
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Dice una cosa, si smentisce e ne fa una terza ancora; poi, ricomincia da capo. L’estenuante tiritera, questa volta, durerà a lungo. Temiamo fino, almeno, alle elezioni. Solo allora svelerà le sue reali intenzioni. La verità è che Berlusconi gioca con l’informazione; fa una sortita, ne osserva l’effetto, corregge il tiro e, alla fine, comunque vada, riesce a sparigliare le carte in tavola. Intanto, le settimane trascorrono e tra le fila dei suoi alberga sempre più lo sgomento. Qualche accolito che si attribuisce la corretta interpretazione d’ogni suo cenno c’è sempre. Ma nessuno conosce realmente i suoi propositi. Nell’ordine, ha annunciato: il ritiro dalla politica, l’avvicendamento con Alfano, la ricerca di un leader che sostituisca Alfano-senza-quid, l’intenzione di ricandidarsi, di ridare vita a Forza Italia e di non ridare vita a Forza Italia. Ieri, come se non bastasse, si è sentito in dovere di pubblicare una nota per smentire Libero, che si era limitato a riprendere le dichiarazioni di Alemanno. Il sindaco di Roma, riportando un suo colloquio con il Cavaliere, aveva rivelato che, in realtà, non sarebbe poi così intenzionato a scendere in campo per la sesta volta. «Caro Gianni – gli avrebbe detto -, guarda che sulla mia candidatura non c’è proprio nulla di preciso». Abbiamo chiesto al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, di fare il punto sulla situazione.
Berlusconi dice che il titolo e il contenuto dell’articolo pubblicato sul suo giornale non corrispondono al vero.
Avrebbe dovuto scriverlo ad Alemanno, non a noi.
Secondo lei, cosa spera di ottenere?
E’ probabile che stia cercando di capire se va incontro ad un fallimento o se la sua candidatura riuscirà a movimentare il mercato del centrodestra.
Rispetto a qualche giorno fa, in cui sembrava convinto di candidarsi, cosa può avergli fatto cambiare idea?
Credo che si aspettasse dal suo elettorato di riferimento una reazione più forte. Invece, i sondaggi non avrebbero rilevato chissà quale interesse.
Pure l’ipotesi di tornare a Forza Italia, a questo punto, si ridimensiona?
Il simbolo era azzeccato all’epoca ma, oggi, sarebbe percepito come appartenente al passato. Meglio che cambi nome al partito, azzeri la dirigenza, e individui un team di persone in grado di rappresentare la novità.
Quanto peseranno le sue aziende nella scelta di correre per la presidenza del Consiglio?
BERLUSCONI E' ORMAI AL TRAMONTO, IN ITALIA NON SERVE LA "RIVOLUZIONE LIBERALE", MA UN MODERNO ED EFFICACE STATO SOCIALE.
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