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UNIONI GAY/ Binetti: caro Bersani, l’Udc non le farà. Gli altri si regolino…

Pubblicazione:lunedì 23 luglio 2012

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E’ contraria anche all’eutanasia; perché siamo sempre dalla parte della vita e della ricerca, purché siano sempre e costantemente al servizio dell’uomo. Ha fatto queste affermazioni con toni forti, ai limiti della durezza, nonostante mostrasse tutta la sua sensibilità nel voler venire incontro al riconoscimento di altri diritti per le coppie di fatto, gay e non. Tutta la direzione ha confermato con un lungo applauso la sua piena adesione alle parole di Pierferdinando Casini, riconoscendosi nei valori, nelle radici storiche e nelle motivazioni da lui riportate. In analogia con quanto affermato pochi giorni prima da Bersani, si potrebbe aggiungere: “Noi le unioni civili non le facciamo, gli altri si regolino Punto”. A questo punto si possono ricavare poche ma incontestabili conclusioni:

a) Nel Pd sui temi etici in generale, e sul matrimonio gay in particolare, sussistono posizioni diverse. Forse sono più i contrari che coloro che sono a favore: con valori del 90 a 10. Ma la posizione del segretario nazionale unita alla intensità della protesta del 10% dei favorevoli, modifica radicalmente il risultato delle consultazioni iniziali e produce un risultato finale di questo tenore: dite quel che volete, ma noi faremo le nozze gay. Punto.

b) Nell’Udc i toni sono diversi, non ci sono diktat, il primato della coscienza è garantito; ma la posizione del partito lascia chiare le posizioni: “Noi non faremo le nozze gay. Punto”, anche se cercheremo di garantire meglio i legittimi diritti delle persone omosessuali, senza per questo neppure lontanamente pensare ad un possibile matrimonio o ad una eventuale adozione.

c) Su questi temi non è possibile fare nessun tipo di accordo di naturale elettorale o di programma di governo. Non sono all’ordine del giorno, non faremo mediazione e voteremo contro come abbiamo sempre fatto, cercando per di più di portare dalla nostra parte non solo i Pd-dissenzienti, parte di quel famoso 90%, ma anche altri partiti presenti in parlamento, siano essi nella maggioranza di governo o no.


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