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Politica

UNIONI GAY/ Binetti: caro Bersani, l’Udc non le farà. Gli altri si regolino…

Le posizioni di Bersani e Casini sulle nozze gay sono in netta antitesi. Un’alleanza resta possibile. Ma, spiega PAOLA BINETTI, sui temi etici, l’Udc non si risparmierà nel dare battaglia

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C’è davvero il rischio che il bipolarismo destra-sinistra che stiamo faticosamente cercando di comporre in una visione responsabile e condivisa dei bisogni del Paese, si trasformi in un bipolarismo etico, ridotto in ultima istanza all’ultimo quesito che occupa le pagine di tutti i giornali: nozze gay si o no… Casini contro Bersani? O Casini come Bersani? O ancora Casini e Bersani, uguali nella fermezza con cui difendono le loro posizioni, ma fermamente diversi nei contenuti.

Il matrimonio gay è un’alternativa che si pone prima di tutto all’interno del Pd, fortemente assorbito da questa querelle soprattutto nell’ultima settimana, dopo la direzione nazionale di sabato scorso. Ma che qualcuno ha cercato di trascinare anche nella dinamica tra le alleanze politiche, in particolare nel rapporto Pd-Udc, proprio perché nella prossima legislatura potrebbero convergere in una alleanza di coalizione. La provocazione è stata lanciata inizialmente dalla Roccella, ma è esplosa in occasione della Direzione nazionale dell’Udc di venerdì 20 luglio. Avvenire dal canto suo ha dato ampio risalto a questo aspetto di un dibattito politico, che cerca di non appiattirsi esclusivamente sui temi economici, ma vuole mantenere alta la sua tensione valoriale. Tanto più se comprendiamo l’esatta natura dei diversi problemi in corso, che non si possono ridurre ad una sola ed esclusiva domanda sul matrimonio gay: si o no.

Una settimana fa all’assemblea nazionale del Pd si è votato a larghissima maggioranza un documento proposto e coordinato dalla Bindi. Quanto ai matrimoni gay, osservava la Bindi, con una maggioranza del 95% il partito ha trovato la sua unità intorno al riconoscimento delle unioni civili anche omosessuali, in linea con la Costituzione e con i grandi paesi europei. Mi sembra già un grande risultato. Dobbiamo evitare atteggiamenti massimalistici”. E Beppe Fioroni, altro leader cattolico del Pd, in quella stessa occasione, in una intervista su Repubblica confermava: "All’assemblea nazionale il Pd ha assunto una decisione a stragrande maggioranza, con solo 38 contrari, che va verso il riconoscimento dei diritti, e dà l’alt al matrimonio gay equiparato al matrimonio come lo intende la Costituzione, a fondamento della famiglia. Questo fa fare un passo avanti ai diritti e blocca le speculazioni e le strumentalizzazioni”.