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VITTADINI/ 5. L'Intergruppo risponde: non siamo un partito...

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Al presidente della Repubblica, come al governatore Draghi ed oggi al premier Monti non abbiamo mai inteso proporci come una forza politica a sé stante, ma come una libera aggregazione di parlamentari accomunati dal desiderio di trovare punti condivisi di costruzione del Bene Comune. Quanto poi all'impegno, alla serietà, alla capacita di incidere sulla vita politica quotidiana, ciascuno di noi si confronterà anzitutto con il suo elettorato e poi all'interno del proprio partito, come sempre fino ad oggi abbiamo fatto.  

 

Paola De Micheli, deputato Pd

Alessia Mosca, deputato Pd

Alessandro Pagano, deputato Pdl

Barbara Saltamartini, deputato Pdl

Guglielmo Vaccaro, deputato Pd



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COMMENTI
24/07/2012 - risposte impalpabili (MAURIZIO BORGHI)

Egregi Sig. Onorevoli avete scritto una lettera di risposta adducendo vari tentativi di risposta, con tutto rispetto, talmente sfuggevoli ed impalpabili che a mio modesto avviso non fanno altro che confermare la tesi del Prof. Vittadini. La Vostra sembra la risposta impacciata di un alunno di fronte alla maestra che li rimproverà per scarso impegno. Se gli unici sostegni concreti in questi anni di legislatura sono ridotti ad un misero elenco che contiene l'ormai inflazionato provvedimento del 5xmille e generiche iniziative per la famiglia (quali?) e la libertà di impresa all'interno delle carceri vuol dire che non avete chiaro cosa sta succedendo nel mondo dal 2007 a questa parte. Per quanto riguarda le famiglie, specialmente se numerose e monoreddito, il Prof. Sapelli al Forum di Assago nei mesi scorsi è stato chiarissimo: esse sono la parte della società che ha subito il peso maggiore della crisi, che è iniziata dal 2007 non ieri l'altro. Per quanto mi è dato di conoscere, la parola quoziente familiare non è mai entrata a fare parte nemmeno del vostro lessico, quando ho letto la parte di testo che indicava provvedimenti per la famiglia mi è venuto da sorridere. Perdonatemi, sarebbe stato meglio un onorevole silenzio. P.S per cortesia, vi anticipo... evitate in futuro di menzionare come "forte impegno verso le famiglie in crisi" la riduzione dell'IMU in base al num. comp.fam. sebbene meritevole non credo sia sufficiente a colmare la latitanza di questi anni.

 
24/07/2012 - FUORI TEMA (FRANCO CANTU)

Abbiamo letto l’articolo dei parlamentari dell’intergruppo? Ragionano nel loro mondo: Vittadini ha chiesto di fare un nuovo partito? no. Invece secondo noi ha chiesto di essere liberi e di muoversi con libertà, avendo come prospettiva il mondo e le generazioni future. Infatti la domanda di Vittadini è: ma i suoi protagonisti (dell’Intergruppo) credono veramente che tale realtà (l’intergruppo), oltre che a qualche importante iniziativa culturale possa dare un reale contributo anche all’azione politica? Cioè chiede se ci credono che loro possono vivere e cambiare la realtà, che sono liberi artefici del loro futuro, come tutti noi. Chiede se ci credono che si può cambiare: rispondono che non vogliono fare un nuovo partito. Sono fuori tema. edo, franco e massimo.

 
24/07/2012 - NON CAPISCO (Gianni MEREGHETTI)

Non capisco questa risposta, non mi pare che Giorgio Vittadini abbia chiesto all'Intergruppo di essere partito ma di riprendere a fare il lavoro da cui è nato e di cui oggi c'è quanto mai bisogno. E' il lavoro di sfidare l'attuale situazione politica che rischia di tornare ad una logica di schieramenti a riprendere dalla sussidiarietà. La questione in gioco è altissima, è il senso stesso della politica. Bisogna che chi ha aderito all'Intergruppo decida se tornare nella pancia della trincea del proprio schieramento oppure se percorrere lo spazio aperto di una nuova concezione della politica, quella che serve ciò che la gente costruisce. Mi pare che questo sia il problema e non se l'Intergruppo diventi o non diventi un partito. Grande è l'attesa di una nuova modalità del far politica oggi, che tutto sembra cospirare per reintrodurre vecchie e superate logiche sia a destra sia a sinistra sia al centro!