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VITTADINI/ 5. L'Intergruppo risponde: non siamo un partito...

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Caro direttore,

siamo rimasti molto colpiti nel leggere l’articolo del professor Giorgio Vittadini dal titolo “Il coraggio di ricominciare”. Non solo perché le sue provocazioni culturali generano delle domande, anzitutto personali, sul nostro impegno in politica nel recente passato e nel prossimo futuro. Ma perché si tratta del presidente della Fondazione che, fin dalla nascita dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, ne cura la segreteria scientifica. Quindi è evidente che una critica da parte sua al lavoro svolto dall’Intergruppo nell’ultimo periodo, non è una opinione qualsiasi. 

Siamo entrati in Parlamento in questa legislatura ed abbiamo accolto con entusiasmo la proposta che alcuni nostri colleghi ci hanno rivolto per aderire all’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Accanto alla credibilità di chi ci invitava, infatti, eravamo persuasi sia del metodo sia del merito del lavoro. Non ci veniva chiesta l’adesione ad un partito o ad un nuovo gruppo parlamentare, ma si proponeva che ciascuno, nel proprio ambito partitico, potesse coltivare senza contrapposizioni, spesso ideologiche, un terreno di lavoro comune. 

Quanto al merito, ci ha convinto l’ipotesi che si potesse lavorare a contenuti che fossero un tentativo di applicare il principio di sussidiarietà, come primato della persona sulla società e della società sullo Stato. Abbiamo incontrato una delle Legislature più difficili, non per l’instabilità politica, ma per l’emergenza economica ed in seguito sociale. Ora anche politica. Non ci siamo limitati a guardare, e ci siamo impegnati in ciò che un parlamentare è chiamato a fare: le leggi. Così, grazie anche al nostro contributo, sono state approvate norme come lo statuto delle imprese, la legge controesodo e sono stati mantenuti i fondi al 5x1000 che, attraverso il nostro intervento, è diventato una misura stabile nel nostro sistema fiscale. I seminari culturali cui Vittadini fa riferimento hanno consentito interventi nel merito di provvedimenti, come iniziative in favore della famiglia, a difesa del no profit o di alcune significative esperienze come il lavoro nelle carceri. Non siamo riusciti a fare tutto ciò che avremmo voluto, ma lo abbiamo fatto, certi che avremmo giocato tutte le carte in nostro possesso. E così faremo fino all’ultimo giorno di questa Legislatura. 

È importante, però, che Vittadini sappia che nessuno di noi ha aderito all’Intergruppo con l’idea di costituire un partito e se questo in fondo è il progetto che lui auspica, senza clamore, decidiamo di ritirare la nostra adesione. 



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COMMENTI
24/07/2012 - risposte impalpabili (MAURIZIO BORGHI)

Egregi Sig. Onorevoli avete scritto una lettera di risposta adducendo vari tentativi di risposta, con tutto rispetto, talmente sfuggevoli ed impalpabili che a mio modesto avviso non fanno altro che confermare la tesi del Prof. Vittadini. La Vostra sembra la risposta impacciata di un alunno di fronte alla maestra che li rimproverà per scarso impegno. Se gli unici sostegni concreti in questi anni di legislatura sono ridotti ad un misero elenco che contiene l'ormai inflazionato provvedimento del 5xmille e generiche iniziative per la famiglia (quali?) e la libertà di impresa all'interno delle carceri vuol dire che non avete chiaro cosa sta succedendo nel mondo dal 2007 a questa parte. Per quanto riguarda le famiglie, specialmente se numerose e monoreddito, il Prof. Sapelli al Forum di Assago nei mesi scorsi è stato chiarissimo: esse sono la parte della società che ha subito il peso maggiore della crisi, che è iniziata dal 2007 non ieri l'altro. Per quanto mi è dato di conoscere, la parola quoziente familiare non è mai entrata a fare parte nemmeno del vostro lessico, quando ho letto la parte di testo che indicava provvedimenti per la famiglia mi è venuto da sorridere. Perdonatemi, sarebbe stato meglio un onorevole silenzio. P.S per cortesia, vi anticipo... evitate in futuro di menzionare come "forte impegno verso le famiglie in crisi" la riduzione dell'IMU in base al num. comp.fam. sebbene meritevole non credo sia sufficiente a colmare la latitanza di questi anni.

 
24/07/2012 - FUORI TEMA (FRANCO CANTU)

Abbiamo letto l’articolo dei parlamentari dell’intergruppo? Ragionano nel loro mondo: Vittadini ha chiesto di fare un nuovo partito? no. Invece secondo noi ha chiesto di essere liberi e di muoversi con libertà, avendo come prospettiva il mondo e le generazioni future. Infatti la domanda di Vittadini è: ma i suoi protagonisti (dell’Intergruppo) credono veramente che tale realtà (l’intergruppo), oltre che a qualche importante iniziativa culturale possa dare un reale contributo anche all’azione politica? Cioè chiede se ci credono che loro possono vivere e cambiare la realtà, che sono liberi artefici del loro futuro, come tutti noi. Chiede se ci credono che si può cambiare: rispondono che non vogliono fare un nuovo partito. Sono fuori tema. edo, franco e massimo.

 
24/07/2012 - NON CAPISCO (Gianni MEREGHETTI)

Non capisco questa risposta, non mi pare che Giorgio Vittadini abbia chiesto all'Intergruppo di essere partito ma di riprendere a fare il lavoro da cui è nato e di cui oggi c'è quanto mai bisogno. E' il lavoro di sfidare l'attuale situazione politica che rischia di tornare ad una logica di schieramenti a riprendere dalla sussidiarietà. La questione in gioco è altissima, è il senso stesso della politica. Bisogna che chi ha aderito all'Intergruppo decida se tornare nella pancia della trincea del proprio schieramento oppure se percorrere lo spazio aperto di una nuova concezione della politica, quella che serve ciò che la gente costruisce. Mi pare che questo sia il problema e non se l'Intergruppo diventi o non diventi un partito. Grande è l'attesa di una nuova modalità del far politica oggi, che tutto sembra cospirare per reintrodurre vecchie e superate logiche sia a destra sia a sinistra sia al centro!