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SEMI-PRESIDENZIALISMO/ 1. Violante: non si può fare, è una boutade

Pubblicazione:mercoledì 25 luglio 2012

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Quand’anche fosse votato pure dalla Camera non lo sarebbe con i due terzi. Di conseguenza, ci sarebbe un referendum. E, ammesso che superasse il voto degli elettori, la nuova forma di governo per entrare effettivamente in vigore ha bisogno di ben 11 misure legislative di attuazione: per esempio le regole per la campagna elettorale, la regolazione del conflitto d’interessi, tutto il nuovo assetto dei poteri costituzionali, la Corte Costituzionale, il CSM, il procedimento legislativo e così via.  Non abbiamo il tempo per farne neanche una. Anche ignorando tutte queste circostanze, all’indomani delle Politiche si verrebbe a determinare un contesto paradossale. 

Cosa intende?

Il nuovo Parlamento sarà eletto ad aprile e il nuovo presidente della Repubblica a maggio; a giugno si terrebbe il referendum. Si renderebbe a quel punto necessario sciogliere le nuovamente le Camere e  rieleggere il Presidente della Repubblica. Si può solo immaginare, in un tale contesto di instabilità e tensione finanziaria, come  la prenderebbero i mercati.

Sul fronte del semipresidenzialismo, qual era la vostra posizione prima dell’approvazione in Senato?

Avevamo suggerito di dar vita ad un serio processo costituente. Prima opzione era approvare il testo che avevamo concordato. Altrimenti approvare una legge costituzionale che istituisse, a partire dalla prossima, legislatura,  una commissione redigente composta da non parlamentari, con il compito di modificare la seconda parte della Costituzione secondo gli indirizzi del Parlamento.

Secondo lei, considerando l’irrealizzabilità del semipresidenzialismo, quali son o le vere ragioni del voto al Senato?

Credo che, dopo la sconfitta elettorale delle amministrative, il problema di fondo del Pdl sia consistito nel trovare qualche argomento che potesse rianimare il partito. Lo dico con rispetto: hanno trovato un argomento sbagliato che fa pagare al Paese una loro difficoltà interna.

L’incidente precluderà eventuali collaborazioni su altri temi?

Il tema in questione era decisivo. Per il resto, in ogni caso, mi auguro che riusciremo a cooperare nell'interesse nazionale. A partire dalla riforma della legge elettorale. Tutto dipende dallo stato di salute e dalle tensioni interne al Pdl, in sospeso tra l’incertezza di Berlusconi sul candidarsi o meno e i conflitti evidenti tra ex An  ed Ex Forza Italia.   

 

 

(Paolo Nessi)



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