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VITTADINI/ 6. Un problema culturale, non politico: ma chi cura la nuova classe dirigente?

Prosegue il dibattito sul rilancio della politica. Il problema, secondo MAURIZIO CARVELLI, amministratore delegato Fondazione Ceur, non è però politico bensì culturale

Il Parlamento (infophoto) Il Parlamento (infophoto)

In merito al giudizio sulla politica espresso dal professor Giorgio Vittadini su ilSussidiario.net reagisco come imprenditore che riserva alla politica un’altissima e necessaria attenzione, ma anche come cittadino appassionato al bene comune ed educato alla battaglia per una società più giusta, più vera e più bella, per me e per i miei figli. Dico subito che condivido il rilancio per un’azione politica più incisiva e che possa aprire scenari di costruzione nuovi, però penso che il problema non sia nella politica ma sia nella cultura del nostro popolo, nella civiltà che stiamo realizzando e che stiamo offrendo ai giovani, di cui la politica è solo un’espressione, benché tra le più importanti.
Se la politica è in crisi lo è perché lo è la cultura che la regge e la società di cui essa è espressione. Basta leggere i principali giornali, il loro basso livello intellettuale, che indica modelli di riferimento alquanto discutibili, mentre le organizzazioni sociali non riescono a sfuggire a logiche corporative. Il nostro paese italico, delle mille città, delle confraternite, dell’economia creata dal basso, è entrato ed entra puntualmente in crisi quando decadono le guide, quando le corporazioni o i centri di interesse non badano più alla città (al Paese) ma a difendere esclusivamente la loro rendita, e pèrdono di visione. Le guide non sono rappresentate innanzitutto dai politici, ma è una classe, è una élite essenziale per una nazione, fatta di intellettuali, imprenditori, burocrati ecc. e anche di politici... È in crisi questa élite, questa borghesia, che ha perso la visione del Paese, determinandone la decadenza morale e culturale. La decadenza da cosa la si comprende? Non si individua uno scopo grande per cui valga la pena vivere e quindi anche il nemico vero e nessuno ama dire più la verità, o per lo meno lotta per questa: tutto è essenzialmente ridotto a "particulare".
Alcuni esempi: c'è qualcuno che si arrabbia davvero per l’enorme evasione fiscale nel nostro Paese? È un problema di civiltà prima che politico. La continuiamo a permettere nei nostri costumi, la accettiamo per default, mentre è inaccettabile, soprattutto quando supera certi livelli.