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VITTADINI/ 6. Un problema culturale, non politico: ma chi cura la nuova classe dirigente?

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Il Parlamento (infophoto)  Il Parlamento (infophoto)

In merito al giudizio sulla politica espresso dal professor Giorgio Vittadini su ilSussidiario.net reagisco come imprenditore che riserva alla politica un’altissima e necessaria attenzione, ma anche come cittadino appassionato al bene comune ed educato alla battaglia per una società più giusta, più vera e più bella, per me e per i miei figli. Dico subito che condivido il rilancio per un’azione politica più incisiva e che possa aprire scenari di costruzione nuovi, però penso che il problema non sia nella politica ma sia nella cultura del nostro popolo, nella civiltà che stiamo realizzando e che stiamo offrendo ai giovani, di cui la politica è solo un’espressione, benché tra le più importanti.
Se la politica è in crisi lo è perché lo è la cultura che la regge e la società di cui essa è espressione. Basta leggere i principali giornali, il loro basso livello intellettuale, che indica modelli di riferimento alquanto discutibili, mentre le organizzazioni sociali non riescono a sfuggire a logiche corporative. Il nostro paese italico, delle mille città, delle confraternite, dell’economia creata dal basso, è entrato ed entra puntualmente in crisi quando decadono le guide, quando le corporazioni o i centri di interesse non badano più alla città (al Paese) ma a difendere esclusivamente la loro rendita, e pèrdono di visione. Le guide non sono rappresentate innanzitutto dai politici, ma è una classe, è una élite essenziale per una nazione, fatta di intellettuali, imprenditori, burocrati ecc. e anche di politici... È in crisi questa élite, questa borghesia, che ha perso la visione del Paese, determinandone la decadenza morale e culturale. La decadenza da cosa la si comprende? Non si individua uno scopo grande per cui valga la pena vivere e quindi anche il nemico vero e nessuno ama dire più la verità, o per lo meno lotta per questa: tutto è essenzialmente ridotto a "particulare".
Alcuni esempi: c'è qualcuno che si arrabbia davvero per l’enorme evasione fiscale nel nostro Paese? È un problema di civiltà prima che politico. La continuiamo a permettere nei nostri costumi, la accettiamo per default, mentre è inaccettabile, soprattutto quando supera certi livelli.



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