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Politica

DI PIETRO-GRILLO-VENDOLA/ Barcellona: lo stesso populismo che portò al fascismo

Antonio Di Pietro (InfoPhoto)Antonio Di Pietro (InfoPhoto)

Proprio in questo periodo sto rileggendo gli scritti di un pensatore di grande rilievo, filosofo e storico di origine ebraica che tratta del fascismo dei tedeschi. Questo filosofo diceva che Hitler non aveva inventato il nazismo perché purtroppo la trasformazione era già avvenuta attraverso lo svilimento dei valori di libertà e autonomia, in una omologazione più o meno balorda. Tanto che parla di diffusione di massa del modello dell'idiota.

Intende che stiamo diventando idioti?

Penso che si sia commesso spesso l'errore di identificare i processi storici con le persone, ad esempio Berlusconi causa del berlusconismo. Io tendo a rovesciare questi processi: il berlusconismo si diffonde prima di Berlusconi, lui lo sapeva benissimo e altrettanto bene lo ha saputo manipolare.

La stessa cosa vale per Grillo e Di Pietro?

Direi di sì: sono processi reali in cui la gente cerca una semplificazione molto banale del tipo qui il bene e là tutti i ladri. Non è anti politica, ma si tratta proprio di un contenuto balordo che viene trasmesso sotto forma di politica. Si tratta di un movimento reale che ormai abbiamo dentro perché fa parte della postmodernità, fa parte della crisi della politica. Per questo dico che Di Pietro e Grillo li vedo abbastanza compatibili ma non do loro in caso di elezioni una percentuale più alta del 12%, 15%.

Che poi non è nemmeno poco. 

Non è poco, però non ne fa un soggetto politico utile alla dinamica da sistema che funzioni.

In questo quadro, molte colpe le hanno i grandi partiti storici che hanno deluso i cittadini. Crede che finalmente stiano cambiando o sono ancora impantanati nelle loro disfunzioni?

Li vedo impantanati perché non hanno una corretta comprensione del momento storico in cui ci troviamo. Ritengo che ci troviamo una fase molto simile a quella che si visse prima della seconda guerra mondiale, quando era molto diffuso nel popolo, in Italia e in Germania, ma anche in Francia per la verità, il rancore verso un possibile straniero che stava usurpando le loro nazioni. Divenne poi un barbaro senso nazionale. Questo è un periodo simile. Per fortuna Grillo e Di Pietro non hanno connotati da destra estrema, ma abbiamo visto che in Grecia queste forze estremiste stanno raccogliendo vasti consensi.

Cosa dovrebbero fare i partiti storici per fermare questa deriva?

Se questi partiti storici che hanno segnato la scena della seconda Repubblica e cioè Pd, Pdl e Udc, lo capissero farebbero di corsa la riforma elettorale e poi cambierebbero le loro regole interne perché la loro democrazia interna è molto deficitaria. 


(Paolo Vites) 

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