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Politica

VITTADINI/ 7. Sansonetti: ecco perché l'Intergruppo ha perso la via del riformismo

Piero Sansonetti (InfoPhoto)Piero Sansonetti (InfoPhoto)

È chiaro che non è possibile uscire dalla stallo senza un riformismo vero. E cioè senza modificare, in modo significativo, i due grandi sistemi di idee. La sinistra si deve porre il problema di come affermare i suoi grandi valori egualitari al di fuori dello statalismo. La destra, viceversa, deve trovare la strada per affermare i propri valori (il merito, la concorrenza, la libertà, la patria, la gerarchia, ad esempio) al di fuori della dittatura del mercato. E io non credo che sia possibile una cosa senza l’altra. Cioè non credo che sia possibile un riformismo di sinistra se non sia avvia un riformismo di destra e viceversa.

Ecco, la “sussidiarietà liberale” è un tentativo che va esattamente in quella direzione: di riforma del liberismo. Perciò, anche se non condivido la linea di Vittadini, non posso che essere sommamente interessato alla sua idea di modernizzazione. E posso solo dargli ragione quando si indigna coi parlamentari che da anni non cavano un ragno dal buco. E si rifugiano, terrorizzati, nel montismo.

 

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COMMENTI
27/07/2012 - SANSONETTI (delfini paolo)

SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO CON SANSONETTI, OGGIGIORNO POLITICI DI OGNI COLORE INTENDONO PER RIFORMISMO LA RESTAURAZIONE LIBERISTA, MA IL RIFORMISMO VERO E' UN' ALTRA COSA.