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COSTITUENTE (?)/ Rutelli: ecco la mia proposta per riformare la Costituzione

Pubblicazione:sabato 28 luglio 2012

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Le fila di chi, in seno al Parlamento, crede che realmente sia possibile dare vita ad una nuova fase costituente si stanno ingrossando. La proposta, avanzata da Marcello Pera - parsa a molti, inizialmente, una boutade -  è stata rilanciata dal Terzo Polo. In Senato, è stata depositata una proposta di legge per l'istituzione di una Commissione Costituente cui spetterà il compito di approvare la modifica della seconda parte della Costituzione. Francesco Rutelli, primo firmatario, in Conferenza dei Capigruppo ha formalizzato la richiesta di dichiarazione d'urgenza del ddl. Gli abbiamo chiesto di illustrarcene i connotati fondamentali.

Non crede forse che il Parlamento sia in grado di riformare la Costituzione?

Salvo aspetti settoriali, è 30 anni che le grandi riforme relative alla seconda parte della nostra Carta fondamentale, continuano ad arenarsi. Tutti lamentano l’incapacità di non aver saputo modificare in maniera adeguata alla contemporaneità i meccanismi che regolano il funzionamento della Repubblica. Non resta che un forte e imperativo mandato popolare che legittimi un nutrito gruppo di persone ad occuparsi esclusivamente di questo. L’unico modo per agire in tal senso, quindi, consiste nel dar vita ad una nuova Costituente.

Di cosa si tratterebbe?

La Costituente prevista dal disegno di legge di cui stiamo parlando dovrebbe essere eletta dal popolo contestualmente alle prossime elezioni politiche. Ne farebbero parte 90 persone. Costoro potranno essere scelti tra tutti i cittadini che, al momento delle elezioni, avranno compiuto i 25 anni di età; l'ufficio di parlamentare, consigliere regionale, sindaco o assessere non è incompatibile con l'elezione. Sussitono, invece, le incompatibilità previste dalla legge per l'elezione alla Camera. Coloro che faranno parte della Commissione non riceveranno indennità ma solo un rimborso spese. E avranno 18 mesi per esaminare le proposte di legge che giacciono alla Camera o in Senato e adottare, in sede redigente, un testo da sottoporre ai due rami del Parlamento. Laddove non si raggiungesse una maggioranza costituzionale, la proposta sarà sottoposta a referendum popolare.

Più in generale, chi dovrebbe farne parte?


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