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FEDERALISMO/ La Baviera, la Corte, e quella Germania “troppo” solidale

Pubblicazione:domenica 29 luglio 2012

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I giudici formularono precise e vincolanti indicazioni al legislatore: richiesero l’emanazione di una legge entro il termine perentorio del 31 dicembre 2002 per definire un insieme di principi generali astratti sulla regolamentazione dei rapporti finanziari intergovernativi. La Corte chiese  inoltre al legislatore federale di emanare, in una seconda fase (ovvero entro il 31 dicembre 2004) la nuova Legge sulla Perequazione Finanziaria, applicando tali principi generali. Essa  avrebbe  dovuto  includere, con maggiore dettaglio, le norme operative per la ripartizione verticale dei gettiti delle imposte comuni, per la perequazione orizzontale e per l’erogazione di trasferimenti integrativi federali. Ma, oltre a dettare una precisa “scaletta” temporale alle forze politiche e al legislatore (federale, ma con un  inevitabile  coinvolgimento dei Länder considerata la necessaria approvazione della riforma da parte del Bundesrat), i giudici costituzionali individuarono un insieme di interessanti principi alla base del sistema dei rapporti finanziari intergovernativi. 

Per effetto della sentenza si avviarono trattative fra i rappresentanti dei Länder e la Federazione, al fine di pervenire a un accordo sul nuovo assetto dei rapporti finanziari che rispettasse i principi sanciti dalla Corte Costituzionale, ma che nel contempo potesse trovare la maggioranza qualificata richiesta per l’approvazione delle leggi nel Bundesrat. Le trattative furono serrate fin da subito, pervenendo nel giugno 2001 a un accordo politico sui punti principali del riordino. In base a tale intesa fu emanata la legge 9 settembre 2001 che individuava  i principi generali della perequazione finanziaria e dei trasferimenti integrativi federali. Successivamente venne anche emanata la nuova legge sulla perequazione: si trattava  di un  "pacchetto" valido fino al 2019, che include anche le regole sul finanziamento dei nuovi Länder (c.d. “Patto di Solidarietà II”), la cui entrata in vigore venne stabilita, in ossequio a quanto deciso dalla Corte Costituzionale, dal 1° gennaio 2005.

Con quella sentenza venne rafforzato il principio federale della solidarietà fra Länder finanziariamente “forti” e  “deboli”, come fattore essenziale di garanzia del principio costituzionale sull’uniformità delle condizioni di vita. Si può dire che, dalla sentenza, tutte le parti in causa  trassero una qualche  soddisfazione: in particolare, i Länder ricorrenti, pur non avendo raggiunto l’obiettivo di un’immediata bocciatura del sistema perequativo, ottennero  l’impegno  alla sua completa riforma.

Sono trascorsi oltre 7 anni dalla firma del Patto, e la "pagatrice netta" Baviera scopre che quello fu un accordo ancora troppo solidale, e quindi  troppo oneroso per  il ricco "Sud" della Germania.



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COMMENTI
30/07/2012 - riflettere senza pregiudizi (francesco taddei)

io trovo il principio del bene comune non nella paccata di soldi che vengono trasferiti, bensì dalla competenza ed efficienza della corte e dalla serietà con cui venne discussa la proposta.