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NAPOLITANO/ Elezioni anticipate? Decide il Capo dello Stato

La valutazione sull'eventuale scioglimento delle camere e sulle conseguenti elezioni anticipate spetta soltanto al Capo dello Stato. È quanto ha voluto ribadire il Quirinale questa sera 

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

La valutazione sull'eventuale scioglimento delle camere e sulle conseguenti elezioni anticipate spetta soltanto al Capo dello Stato. È quanto ha voluto ribadire il Quirinale questa sera con una nota, nella quale tra l'altro le forze politiche vengono nuovamente sollecitate a lavorare più seriamente per trovare un accordo sulla riforma della legge elettorale. "In quanto a ipotesi che appaiono sulla stampa di possibile anticipazione delle elezioni politiche normalmente previste per il prossimo aprile - ha dichiarato infatto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano -, ritengo di dover sollecitare la massima cautela e responsabilità in rapporto all'esercizio di un potere costituzionale di consultazione e decisione che appartiene solo al Presidente della Repubblica".
Una chiusura esplicita per un messaggio tutto incentrato sulle riforme. A distanza di oltre 20 giorni dal precedente appello (la lettera del 9 luglio ndr), dal Colle si fa notare che nessun risultato si è visto. I partiti infatti continuano a discettare di formule e schemi elettorali, senza costrutto e senza una reale decisione. Tenendo conto che questo era uno degli obiettivi minimi che l'opinione pubblica e i media chiedevano alla classe politica, in una fase di sospensione delle contese e di governo "tecnico". 
«Debbo dunque rinnovare - ha proseguito Giorgio Napolitano - il mio forte appello a un responsabile sforzo di rapida conclusiva convergenza in sede parlamentare. Ciò corrisponderebbe con tutta evidenza al rafforzamento della credibilità del paese sul piano internazionale in una fase di persistenti gravi difficoltà e prove».Parole chiare al termine di una giornata che ha visto esponenti autorevoli del Partito Democratico come Anna Finocchiaro e Rosy Bindi litigare a distanza con alcuni dirigenti del Popolo della Libertà come Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri proprio sul tema tanto caro al Capo dello Stato ("Il Pdl si fermi o siamo pronti al voto", aveva dichiarato la Bindy; "Con gli ultimatum di Bersani e Bindi non si va  da nessuna parte" le aveva replicato Cicchitto).
Una giornata politica resa ancora più incandescente dal nuovo durissimo attacco di Antonio Di Pietro contro lo stesso Napolitano.