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MONTI-HOLLANDE/ Rafforzeremo l’Eurozona. Subito le misure del vertice Ue

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Si è concluso il vertice tra Mario Monti e Francois Hollande, prima tappa del tour europeo che vedrà il capo del governo italiano impegnato a sfoderare tutte le opzioni diplomatiche possibili e immaginabili per convincere i partner ad esercitare un’azione che consenta, il prima possibile, di dare piena attuazione alle misure stabilite dal vertice di fine giugno. In particolare, il 28, si era deciso di adottare un fondo taglia spread che entrasse in funzione ogni qualvolta i differenziali tra i Paesi in difficoltà e i bund tedeschi superassero la soglia d’allarme. Tale compito sarebbe dovuto essere attribuito all’Esm, non ancora entrato in funzione. Tuttavia, la Corte costituzionale tedesca ha deciso di prendersi tutto il tempo che riterrà necessario per pronunciarsi circa la sua costituzionalità. Potrebbero, quindi, passare mesi mentre l’ok tedesco è necessario perché lo strumento entri in funzione. Tornando all’incontro, che precederà quelli di Helsinki e Madrid: il premier è stato accolto, assieme al ministro dell'economia, Vittorio Grilli e da quello delle politiche europee, Enzo Moavero, dal presidente francese e da un picchetto d’onore. I due, al termine del lungo colloquio, hanno ribadito la necessità di collaborare per il rafforzamento dell’eurozona attraverso, in particolare, la rapida adozione operativa delle misure individuate al vertice del 28. «La posta in gioco è talmente vitale che non possiamo permetterci neanche un minuto di disattenzione», ha dichiarato Monti, sottolineando di condividere ogni parola di quanto affermato da Hollande relativamente al «graduale schiarirsi delle prospettive dell'Eurozona». Hollande, dal canto suo, ha fatto presente che la qualità delle relazioni tra i due Paesi si rivelerà fondamentale e strategica per «regolare le questioni che sono di nostra responsabilità, nei giorni a venire, per rafforzare e consolidare la zona euro». Domani il presidente del Consiglio sarà in Finlandia, dove lo attenderà la sfida più difficile. Il Paese, infatti, forte della sua potenza finanziaria si è finora opposto, assieme a Olanda e Germania, a qualunque forma di condivisione solidale del debito.

 

 


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