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RIFORMA ELETTORALE/ Il giurista: ecco perché Napolitano fa bene ad avere "fretta"

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Dopo due legislature gli elettori trovano al loro cospetto un’offerta politica quasi desertificata, in cui i tradizionali contenitori del centro-destra e del centro-sinistra dovranno confrontarsi non tanto tra di loro, quanto con il crescente pericolo di un’implosione determinata dell’imprevedibile confronto con nuovi ed ancora informi competitori esterni.

Dunque, è indispensabile un sistema elettorale che sia capace di consentire una corretta traduzione della volontà popolare all’interno delle istituzioni rappresentative, che promuova una sana competizione tra le forze politiche presenti o emergenti, e che nel contempo sia coerente con la necessaria governabilità del Paese. Tutto ciò non è stato consentito dal sistema elettorale vigente. La permanenza di quest’ultimo, inoltre, sarebbe un’ulteriore manifestazione di impotenza da parte dei partiti che attualmente sorreggono le sorti del Paese. Insomma, si concretizzerebbe un segno di ulteriore disprezzo nei confronti del bene comune.  E il giudizio popolare si abbatterebbe indistintamente, a prescindere dall’effettivo responsabile “ultimo”, su tutti i soggetti che consentono la sopravvivenza del Governo Monti, e pure su quest’ultimo, che da tale responsabilità non sarebbe esente soltanto in ragione della natura “tecnica” dell’investitura che caratterizza i suoi componenti e chi lo presiede.

E’ altrettanto evidente che la scelta del sistema elettorale dipende da numerose variabili, relative sia alla premesse di contesto, che agli obiettivi che si intendono perseguire. A nostro avviso, qualunque siano le posizioni di partenza dei soggetti che attualmente si confrontano su questo tema, almeno due fattori cruciali non devono essere trascurati. In primo luogo, il sistema elettorale deve essere facilmente comprensibile dagli elettori. Insomma, le tecnicalità – che sempre condizionano in qualche misura il concreto funzionamento di ogni meccanismo elettorale – non possono precedere, ma devono seguire il metodo che si individua quale criterio fondamentale per ottenere la traduzione dei voti in seggi. In secondo luogo, il sistema elettorale deve essere realmente democratico, cioè non può sottrarre agli elettori la scelta degli eletti, attribuendola sostanzialmente ad altri soggetti o poteri.