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RIFORMA ELETTORALE/ Il giurista: ecco perché Napolitano fa bene ad avere "fretta"

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Se gli elettori vedono sostanzialmente alterata la volontà espressa con il voto, oppure comprendono di non avere un effettivo potere di preposizione alle cariche elettive, la democrazia stessa corre gravi pericoli. Ed allora, il fatto che il confronto sulla scelta del sistema elettorale sia stato finalmente sottratto al tavolo dei cd. “sherpa” - delegati ad affrontare dal punto di vista tecnico-giuridico questioni che sono di essenziale rilievo politico-costituzionale – e rimesso al confronto pubblico nella sede parlamentare, è un passo importante per il possibile successo dell’operazione. Già il Capo dello Stato – correttamente esprimendosi nel suo più delicato ruolo di rappresentante dell’unità nazionale  - ha più volte richiamato le forze politiche a procedere positivamente ad un percorso riformatore da svolgersi nelle sede competente, cioè nel Parlamento.

Certo, varie proposte erano state presentate dai parlamentari, ma soltanto quando i testi vengono presentati come l’espressione di una decisione compiutamente riconducibile ad un’intera forza politica, allora la discussione esce dalla privatezza degli incontri tecnici e assume quel tono pubblico che deve condurre tutti i soggetti coinvolti ad assumere una chiara responsabilità politica di cui risponderanno appieno innanzi al corpo elettorale tutto.

Per di più, come si è detto all’inizio, la proposta adesso presentata si mostra su alcune problematiche “aperta” al confronto con le altre forze politiche, nel senso che, da un lato, su tali aspetti si intende proseguire il confronto con le altre forze politiche, e dall’altro, qualora non si riesca a raggiungere un comune consenso, si rinvia alla decisione maggioritaria delle Assemblee parlamentari. Si tratta di una prospettiva ineludibile, a condizione, tuttavia, che il risultato delle decisioni adottate nelle Assemblee sia intrinsecamente coerente con una configurazione razionale e sistematicamente unitaria del metodo elettorale infine prescelto.   

 

 



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