BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

TODI 2/ Mazzotta: non serve un partito dei cattolici, ma un'unità elettorale

InfophotoInfophoto

Perché non ce n’è bisogno. Aveva un senso storico dopo la Prima Guerra Mondiale, quando fu necessario arginare l’avanzata del fascismo; e lo ebbe dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la medesima operazione si rese necessaria con il comunismo, secondo un’ottica che, tuttavia, non fosse reazionaria. Oggi non è necessario aggiungere un’ulteriore formazione politica ma, semplicemente, garantire una base socio-culturale coesa a quella già esistenti.

Quanto peseranno i principi non negoziabili nella scelta dei vostri interlocutori?

Il movimento che nasce è cristiano e, tra i suoi fondamenti ispiratori, c’è anche il Magistero della Chiesa; ma resta laico e autonomo. Come laiche, del resto, devono essere le scelte politiche. Inoltre, i valori non negoziabili riguardano l’inizio della vita, la morte, ma anche il corso della vita stessa. Anche il modo in cui si vive non è negoziabile. In tal senso, la politica deve connotarsi da scelte orientate dalla giustizia sociale, dalla libertà, dalla solidarietà, dal benessere civile e dalla ricerca di una sempre maggiore integrazione europea.

In ogni caso, verso quali forze politiche crede che, prevalentemente, vi indirizzerete?

Siamo del parere che gli attuali partiti rappresentino un’esperienza conclusa e che i soggetti che hanno portato il Paese alla crisi dovranno conoscere una fase di trasformazione radicale. Rivolgiamo, quindi, un appello all’unione, perché si determini un accorpamento forte su un progetto condiviso che coincida, sostanzialmente, con il proseguimento dell’agenda Monti.

In sostanza, sta parlando della grande coalizione

Sì. Per intenderci: se il Pdl si ripresenterà con la leadership di Berlusconi e alleato della Lega, non potrà essere considerato un interlocutore; così come se il Pd si presenterà a braccetto con Di Pietro o se l’Udc resterà convinta del fatto che un partitino del 6%, in Italia, serva a qualcosa.

Chi potrebbe essere il vostro premier ideale?

Dico soltanto che auspico che l’attuale classe politica sia in grado, almeno, di garantire una legge elettorale che, a differenza dell’attuale, non sia indecente ma consenta agli elettori di scegliere effettivamente il proprio candidato. 

 

(Paolo Nessi)

© Riproduzione Riservata.