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STATO-MAFIA/ Ignazi: caro Ingroia, la Seconda Repubblica è figlia di Mani Pulite

PIERO IGNAZI spiega perché non è possibile affermare, come ha fatto Antonio Ingroia, che la Seconda Repubblica affondi le radici nel sangue delle stragi del biennio ’92-‘93

Il passaggio avvenne per il crollo dei tradizionali partiti - Infophoto Il passaggio avvenne per il crollo dei tradizionali partiti - Infophoto

La tesi non è del tutto inedita. Ma, se a farsene portavoce è un così autorevole esponente della vita pubblica italiana, acquisisce un’enorme risonanza. Tanto più se lo strumento per diffonderla è il Blog di Beppe Grillo. Sul quale, in sostanza, il magistrato antimafia Antonio Ingroia ha, anzitutto, assunto la trattativa tra Stato e mafia come verità insindacabile. Da tale premessa, ha proceduto ragionando sul fatto che, ad oggi, mentre la magistratura, nonostante la scarsità degli strumenti a disposizione, ha compiuto grandi sforzi per verificare con precisione come siano andate le cose, la politica ha fatto poco o nulla. In particolare, nessuna delle «commissioni parlamentari antimafia che si sono avvicendate in questi vent'anni» ha mai messo «al centro della propria indagine, l’accertamento della verità su quel terribile biennio 92/ 93». Un bel problema, dato che, secondo Ingroia, proprio su quel biennio è nata la seconda Repubblica. Che affonderebbe «letteralmente i suoi pilastri nel sangue di quelle stragi, in quella trattativa che si sviluppò dietro le quinte». Piero Ignazi,  professore di Politica Comparata presso l'Università di Bologna ci spiega come stanno realmente le cose.

Come valuta, anzitutto, le affermazioni di Ingroia?

Più che altro, mi sembrano frasi ad effetto, particolarmente evocative.

Da cosa è nata, allora, la Seconda Repubblica?

Dal collasso di un sistema dei partiti che, da tempo, non aveva più alcuna legittimità. Certo, l’Italia è piena di misteri. Ma le ragioni del passaggio alla seconda Repubblica sono affrontabili semplicemente analizzando quei fenomeni che sono di fronte agli occhi di tutti. Negli Anni ’80, infatti, si  era acuita una tendenza che, in fase embrionale, aveva iniziato a svilupparsi nel decennio precedente e che aveva  generato un declino costante della fiducia dei cittadini nei confronti della politica. Un declino che, a un certo punto, è sfociato in una crisi di sistema. Tra tutti i Paesi europei, infatti, nel ’92, il tasso di fiducia dei cittadini italiani nella propria classe dirigente era al livello minimo.  

Tale tendenza, quindi, iniziò a svilupparsi durante gli Anni di Piombo?