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CDA RAI/ I nuovi membri arrivano, i vecchi problemi restano

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Saranno loro a dover spalleggiare l’opera di risanamento di Luigi Gubitosi, già indicato per la direzione generale da un mese, con un notevole strappo sui tempi e sulle procedure.   Dai tempi di Wind Gubitosi si porta dietro la fama di “uomo delle forbici”, quindi a Viale Mazzini c’è già chi si preoccupa. Prima sfida sarà una “spending review” in versione radiotelevisiva, anche per verificare la congruenza dei conti della gestione di Lorenza Lei, su cui in parecchi avanzano dubbi.

Sarà un intervento doloroso, almeno tanto quanto quello che Monti sta tentando di imporre sulla pubblica amministrazione, la giustizia e la sanità. Si dovranno andare a toccare santuari ancora intatti e scontrarsi con resistenze politiche e sindacali, dall’Usigrai dei giornalisti, al potentissimo Adrai dei dirigenti.

Nel frattempo però bisognerebbe fare tesoro delle brutte esperienze e mettere mano al meccanismo di governante del servizio pubblico. Assodato che la “Gasparri” non funziona, bisognerebbe metterci mano, senza la pressione di una scadenza imminente dei vertici di viale Mazzini. Se si perderà anche questa occasione la RAI continuerà il suo declino boccheggiante in una china discendente che ogni giorno in più assomiglia a quella dell’Alitalia. Con l’aggravante che la percentuale di colpa dei partiti qui è infinitamente superiore.

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