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COSTITUENTE (?)/ Ecco perché l'idea di Pera non servirebbe a nulla

Pubblicazione:giovedì 5 luglio 2012

Marcello Pera (InfoPhoto) Marcello Pera (InfoPhoto)

Una Carta costituzionale, anche riscritta, è solo un tassello di un sistema; per quanto importante, per quanto fondamentale, essa vive dentro le condizioni materiali di un Paese, della sua politica, delle sue istituzioni, della sua cultura, giuridica e non; per questo da sempre si parla di costituzione materiale, che plasma e riscrive continuamente quella formale, quella scritta. Iscriviamoci pure le regole sul pareggio di bilancio, su un nuovo Senato federale, e altro ancora: questo (che tra l’altro comporta uno sforzo notevolissimo) non esimerà dalla fatica di tradurre le norme in passi concreti volti a realizzare quanto si prefigura, per esempio una buona legge elettorale scritta per il Paese e non per cercare di restare a galla nell’era del grillismo e dell’assenteismo (elettorale e non). Senza dimenticare che di Senato federale si parla dal 1958, pur nelle diverse denominazioni di volta in volta reperite (che sia la volta buona?) e che le regole sulla forma di governo sono scritte in modo così “aperto” (espressione tecnica che indica il fatto che i costituenti in materia non vollero creare nulla di definitivo) da aver legittimato tutte le diverse fasi e le diverse repubbliche che abbiamo conosciuto negli ultimi 50 anni, ben oltre la pur sancita rigidità costituzionale che – come è noto – riguarda principalmente i diritti fondamentali e il controllo di costituzionalità delle leggi, ma che si flessibilizza assai di fronte ai cambiamenti che la politica e le trasformazioni – anche quelle imposte in sede europea – che abbiamo subito.

Scriviamo pure una nuova Costituzione o riscriviamo l’esistente, se ce ne sarà la forza, ma che non sia ancora una volta uno stratagemma che ha per scopo di cambiare tutto per non cambiare nulla. Sotto il vestito, niente? 

 



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COMMENTI
05/07/2012 - assemblea intelligente (Gianmario Gatti)

Addirittura direi di non usare più neanche il termine Costituente. Come qualcosa che debba sorgere dal nulla anche se ammantato da retorica più o meno risorgimentale. Partiamo da ciò che è positivo nella realtà italiana, da ciò che è efficiente e efficace, in campi diversi dall'economia, al lavoro, alla scuola, alla sanità, alla politica e via. Guardiamo a questi modelli reali e facciamo in modo che siano valorizzati e diventino strade da seguire. In poche parole l'aiuto viene dal basso (sub auxilum afferre cioè sussidiarietà). La politica dia una architettura istituzionale a questo bene individuale e quindi comune che vive ancora nella società. Ecco: assemblea Intelligente, cioè che legge nelle cose.