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COSTITUENTE (?)/ Bertinotti: una trappola contro la nostra democrazia

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Certo. Altrettanto è avvenuto contro la Repubblica parlamentare. Il Parlamento, infatti, è stato progressivamente ridotto ad una cassa di risonanza del governo. Il quale, nell’ultima fase, è stato a sua volta fagocitato dalla cupola tecnocratica che ha, di fatto, svuotato di contenuto la democrazia rappresentativa.

I fautori della Costituente affermano che non vi sia alternativa per dar vita alle riforme di cui ha bisogno il nostro Paese…

Se stiamo parlando della riforma elettorale, è sufficiente una legge ordinaria. Se parliamo del taglio dei parlamentari, si consideri che un intervento mirato è riuscito a introdurre in Costituzione la regola del pareggio di bilancio. Un’operazione pesantissima, che limita notevolmente la nostra sovranità. Figuriamoci, quindi, se un singolo intervento, altrettanto mirato, non possa ridurre della metà il numero di deputati e senatori. Se ci riferiamo, infine, a modifiche quali il premierato forte, siamo di fronte alla volontà ulteriormente decisionista di attribuire il potere sovrano al governo e, all’interno del governo, al premier, svuotando definitivamente quello dell’Assemblea rappresentativa considerata, ormai, una perdita di tempo.

Quindi, lei come valuta l’insieme di riforma messa a punto da Alfano, Bersani e Casini?

Hanno sin qui operato nell’assoluta assenza di trasparenza. Se vogliono una Repubblica presidenziale al posto di quella parlamentare, che almeno lo dicano. In tal caso, richiedano una modifica costituzionale prevista dalla Carta medesima e, successivamente, si indica un referendum. Ma parlare di Assemblea costituente in una stagione in cui le astensioni sono al 40 per cento è una fuga in avanti velleitaria e avventurista. Le costituzioni si scrivono quando un Paese ha perso una guerra o ha vinto una rivoluzione. L’Italia, all’epoca, vinse la rivoluzione antifascista e perse la guerra fascista. Non mi pare che oggi si possa parlare di guerre, se non quella persa dai lavoratori, mentre non vedo rivoluzioni all’ordine del giorno.

E quella di Grillo? Che cos’è?

La reazione, certamente discutibile, allo sfacelo del sistema politico italiano.

Se il Parlamento non ripristina la propria dignità, che scenario si prefigura?