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COSTITUENTE (?)/ Bertinotti: una trappola contro la nostra democrazia

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L’astensione diventerà imponente, mentre l’antipolitica ingrosserà a dismisura le proprie fila. Lo scenario, in sostanza, resterà non molto diverso da quello attuale.

Come se ne esce?

Vede, ci sono due terreni di conflitto: quello del rapporto con il sistema politico, di fronte al quale è in atto una rivolta, per quanto pacifica e, in certi casi, fuorviata e che, impropriamente, definiamo antipolitica; e quello del conflitto sociale, più in generale dei movimenti che contestano l’attuale regime socio-economico. Questi due terreni si uniscono quando una sinistra forte, che ha maturato una ricostruzione dei consensi, opera la congiunzione; tale riunificazione rappresenta un fenomeno positivo, ma richiederebbe un ruolo dei sindacati e della sinistra che, attualmente, non si vede all’orizzonte.

E se ci fosse, cosa cambierebbe?

Si opporrebbe all’ipotesi di una costituente regressiva un processo, proveniente dal basso, di democrazia partecipativa che congiungerebbe la contestazione del sistema politico a quella del sistema economico in nome del lavoro, di un nuovo modello sociale, della valorizzazione dell’ambiente e delle attività dei Comuni; il tutto potrebbe essere messo in relazione a nuovi spazi di democrazia diretta, quali i referendum propositivi o i bilanci comunali partecipativi.

Rispetto a questo contesto, Galli della Loggia ha parlato dell’irrilevanza dei cattolici in politica, sostenendo che il loro contributo in termini di pensiero sia nullo. È d’accordo?

E i laici, invece, dove sono? Credo che la crisi del pensiero politico, in Italia, come in Europa, riguardi i cattolici, ma anche la sinistra e i liberali. L’unico pensiero dominante è quello delle classi dominanti. L’unico pensiero, sempre che possa esser definito politico, è quello che promana dalla banche e dai grandi istituti finanziari e che ha sostituito quello delle università e dei partiti. All’interno della società, tuttavia, la vitalità del cattolicesimo è molto forte. Lo è pure quella dei movimenti: penso ai no tav, al movimento di liberazione dell’acqua, ma anche ai metalmeccanici della Fiom e ai cattolici stessi. In sostanza: mentre all’interno della società esistono ancora energie vivaci, le riflessioni politiche forti sono, ormai, morte.

 

(Paolo Nessi)

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