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lunedì 9 luglio 2012
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Per il Capo dello Stato, che da tempo preme in questo senso, la riforma della legge elettorale non è più rinviabile. E prende carta e penna e scrive una lettera al presidente del Senato e a quello della Camera. Nella missiva, Napolitano sottolinea come il tempo delle proposte, una o di più, è opportuno e non rinviabile. Un monito, dunque, di quelli a cui ci ha abituati il presidente della Repubblica e che ultimamente suscitano più obbedienza di un qualunque capo del Governo. Riuscirà questa volta a far sentire la sua voce? E' da tempo, come detto, che Napolitano spinge perché si arrivi a una riforma della legge elettorale: a voce la chiedono tutte le forze politiche, ma poi non si arriva a un nulla di fatto. "Debbo ricordare che su questa materia consultai nel gennaio scorso i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ricevendone indicazioni largamente convergenti anche se non del tutto coincidenti a favore di una nuova legge elettorale". Per Napolitano, l'augurio è che "l'autorevole opinione dei presidenti delle Camere possa concorrere a sollecitare la ormai opportuna e non rinviabile" riforma elettorale. Coinvolgendo quelle che dopo di lui sono le due massime autorità dello Stato, Napolitano in un certo senso cerca di mettere i politici all'angolo. Proprio stamane era intervenuto Parisi, anche lui impegnato da tempo per una riforma dell'attuale legge elettorale: il calendario ci dice che il tempo quasi scaduto, e questa è una tragedia della nostra democrazia, ha detto l'esponente del Pd. A sua volta è intervenuto il capogruppo del Pdl alla Camera Cicchitto ricordando che scartare a priori le preferenze significa che la sinistra voglia i collegi elettorali perché più convenienti. Per il leader dell'Udc invece si tratta di un problema legato al rapporto tra Unione di centro e Pd: Tra noi e il Pd c'è una convergenza: bisogna subito fare la legge elettorale, e c'è una divergenza: "Noi riteniamo che il modo più chiaro, trasparente e limpido per dare ai cittadini la possibilità di scegliere i parlamentari siano le preferenze". L'Italia dei valori nelle parole del capogruppo a Palazzo Madama vede "il gioco delle tre carte" tra i partiti della maggioranza. Felice Belisario dice che tale gioco ormai non funziona più in quanto gli italiani non si fanno più incantare da facili alchimie.
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