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LEGGE ELETTORALE/ Sardo (L'Unità): la proposta Pdl è ragionevole, ora tocca al Pd

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Effettivamente, i partiti come l’M5S di Beppe Grillo, l’Idv o l’Italia dei Valori traggono linfa vitale dell’incapacità della politica di essere limpida, efficace e coerente; tale tendenza sarà ridimensionata se anche la legge elettorale contribuirà a far capire ai cittadini che avranno modo di scegliere tra due alternative di governo. Ovvero, se il frutto delle elezioni non si limiterà ad un governo formalmente democratico ma, di fatto, derivante da un accordo tra i partiti e con l’Europa.

Perché il Pdl ha lanciato la sua proposta senza attendere che si raggiungesse un’intesa?

Il Pdl, in tal senso, è animato da tre componenti: c’è chi crede nell’accordo, perché ritiene rappresenti un vantaggio per il sistema; chi non lo vuole fare; e chi, infine (credo sia la linea che ha prevalso), lo vuole, ma non ora, onde scongiurare il pericolo di elezioni anticipate.

In che modo?

Il varo di una riforma elettorale e il ricorso anticipato alle urne sono due elementi, di norma, fortemente collegati. Se nel Pdl prevalesse l’idea che in autunno la sconfitta sarebbe di proporzioni inaccettabili, farebbe di tutto per procrastinare l’accordo. A ottobre, almeno. A quel punto, non si potrebbe votare prima di gennaio. E’ probabile, inoltre, che in molti, nel partito, siano convinti del fatto che, trascorso l’autunno, Monti e il Pd si indeboliranno.

Napolitano ha anche fatto presente che a lui soltanto è attribuito il compito di indire nuove elezioni e di sciogliere le camere. A chi si stava rivolgendo?

Credo che le sua parole vadano intese come un’azione di sostegno all’azione di Monti; è necessario che il premier abbia facoltà di scegliere le data delle elezioni in base a ciò che ritiene meglio per il Paese. E’ fondamentale, del resto, che i mercati abbiano tale percezione. E’ pur vero che, in tanti, nel Pd, auspicano il voto anticipato. Ma, nel gruppo dirigente, non è di certo considerata una necessità stringente.

Crede che il Pd, al di là dell’irritazione provocata dell’atteggiamento del Pdl, potrà contemplarne la proposta?

Non sarebbe la prima volta che il Pdl si rimangia la parola e, di conseguenza, la diffidenza del Pd è altra. Il disegno di legge presentato, tuttavia, è caratterizzato da una serie di ipotesi tutto sommato ragionevoli. Potrebbe, quindi, fungere tranquillamente da base per un’intesa. Mi auguro che il Pd riesca a condurre avanti la trattativa senza lasciarsi condizionare semplicemente dal comportamento sgradevole del Pdl.

 

(Paolo Nessi)



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