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LETTERA/ Ceccanti: nozze e coppie omosessuali, non c'è un gioco a somma zero

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Cosa si intese fare allora rispetto alla normativa precedente, che già prevedeva la "famiglia anagrafica"? Prima del 1989 essa si fondava sul vincolo economico, sulla messa in comune di tutto o parte del reddito di lavoro o patrimoniale dei componenti. Invece da allora sono sufficienti anche i soli vincoli affettivi, prendendo atto di un'evoluzione sociale in corso, la medesima di cui ha poi tenuto conto la Corte costituzionale.

 

Il Consiglio Comunale di Milano è partito dalla "famiglia anagrafica", che può comprendere anche realtà diverse dalle coppie (persone singole o, più frequentemente, realtà più ampie di coabitazione). Ha quindi ben ritagliato dentro di esse la realtà specifica delle coppie, di sesso diverso o anche dello stesso sesso, dando vita a una registrazione auonoma, anche se connessa, che consente così di muoversi chiaramente dentro quella tipologia di "unioni civili" protette dall'articolo 2 della Costituzione, non confusa con la famiglia fondata sul matrimonio. Esattamente come la Corte Costituzionale il Comune valuterà poi secondo criteri di ragionevolezza e tenendo conto delle diversità interne al fenomeno ("con particolare attenzione alle condizioni di svantaggio economico e sociale") i criteri di ammissione al godimento dei diritti.

 

4. Una conclusione, pur provvisoria

 

Pacatezza, ragionevolezza, consapevolezza dei mutamenti da accompagnare sono caratteristiche che, nella distinzione dei ruoli reciproci, dovrebbero pertanto unire giudici, legislatori e amminsitratori.



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