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MONTI A HELSINKI/ Il premier: forse, avremo bisogno di aiuti

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Non c’era dubbio che sarebbe stata la tappa più difficile del suo tour europeo e così è stato. Dopo aver incontrato il presidente della Repubblica Francese, Francois Hollande, il premier italiano Mario Monti ha incontrato il suo omologo finlandese, Jyrki Katainen. Sullo sfondo, da un lato, la volontà della maggiore parte dei Paesi europei, specie quelli più in difficoltà, tra cui l’Italia, di dar vita quanto prima a tutte quelle misure che possano finalmente calmierare gli effetti impazzi della speculazione, quando non eliminarla del tutto; e, dall’altra, l’avversione di chi ha i conti in ordine all’unico strumento che potrebbe effettivamente riuscire nell’impresa, ovvero il fondo salva stati. Oltre alla Germania, la cui Corte costituzionale ne ha bloccato l’approvazione in attesa di pronunciarsi sulla sua legittimità, c’è proprio la Finlandia. Senza dimenticare lo scontro in atto tra la Bce e la Bundesbank. Mario Draghi vorrebbe consentire all’istituzione europea di acquistare titoli di Stato. La Banca centrale vuole impedirglielo. Ebbene, Mario Monti ha lasciato intendere alla Finlandia che farà meglio a convincersi che è meglio che il Fondo venga approvato e che la Bce possa oltrepassare il proprio mandato. «L'idea di base è che proprio in questo momento l'Italia non sembra avere bisogno di aiuti particolari, certo non per il salvataggio di tutta la sua economia. Gli aiuti potrebbero essere necessari, forse, in relazione alla lentezza con la quale i mercati comprendono gli sforzi compiuti e i risultati raggiunti». Un sottile giro di parole per dire che, se il Paese nordico non accetterà fin da subito di rendere operativi gli strumenti decisi del summit di fine giugno, in futuro sarà costretto a spendere molto di più in termini di aiuti. Al di là di questo, sembra che tra i due Paesi sia in atto un’intesa embrionale. Il premier finlandese ha confessato che dal presidente del Consiglio italiano ha compreso come la situazione stia ingiustamente danneggiando non solo la Finlandia. Monti al termine dell’incontro ha inoltre fatto presente che condivide quanto detto dal suo collega rispetto al «doppio binario».


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