BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

POLO DELLA SPERANZA (?)/ Caldarola: Di Pietro resterà col cerino in mano. A meno che…

Pubblicazione:mercoledì 1 agosto 2012

Infophoto Infophoto

No. In queste affermazioni intravedo una velata minaccia ma, seriamente, ce li vede gli amministratori dell’Idv uscire dalla coalizione di governo di quelle amministrazioni in cui sono alleati con Sel o il Pd?

No

Appunto. Oltretutto, la legge elettorale dei Comuni privilegia il sindaco rispetto alla coalizione. L’osservazione di Donadi, quindi, lascia il tempo che trova.

Quali sono, invece, le ragioni della scelta di Vendola?

Per l'Idv, l’asse con Di Pietro, in questo momento, avrebbe significato sposare il giustizialismo. Un atteggiamento che non ha mai fatto parte della cultura di Vendola. Anche lui, inoltre, probabilmente ha iniziato ad avvertire la pressione del grillini su settori del proprio movimento. Ha costruito, infine, la propria leadership e la prospettiva del partito sull’ipotesi di dar vita ad una sinistra che avesse contenuti più radicali rispetto al Pd, ma che fosse pur sempre di governo. Non è un caso che, in Puglia, ha lanciato più volte appelli con l’Udc e ha collaborato con Raffaele Fitto.

Il rapporto Pd-Udc si basava alcuni punti programmatici di fondo. Con l’entrata di Sel, cosa potrebbe cambiare?

Credo non molto. Anche sul fronte delle questione etiche. Nichi Vendola, ad esempio, pur pronunciandosi a favore dei matrimoni gay, si è detto intenzionato a non insistere sul loro inserimento nel programma di governo.

Non crede che, a questo punto, l’alleanza assumerà i connotati di una coalizione di centrosinistra più l’Udc?

Non direi. Continuerà a trattarsi di un grande compromesso tra progressisti e moderati che, se produrrà risultati utili al Paese, oltre che alle parti, si trasformerà in un vero e proprio centro-sinistra; altrimenti, si sarà trattato di un tratto di strada fatto assieme in occasione dell’emergenza al termine del quale ciascuno andrà per la propria strada. Vendola e Bersani si contenderanno la leadership della sinistra, Casini contenderà a qualcun altro  quella dei moderati.

Se Berlusconi facesse un passo indietro, Casini potrebbe fare un passo a destra?

A questo punto non più. L’interlocuzione con il Pdl si è interrotta. Casini sa bene che difficilmente Berlusconi si farà realmente da parte. Quand’anche rinunciasse alla leadership, continuerà ad essere lui a distribuire le carte in seno al centrodestra. 

 

(Paolo Nessi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.