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Politica

SCENARIO/ 2. Da Passera a Giannino, prove tecniche di nuovo Centro

Passera e Monti (Infophoto)Passera e Monti (Infophoto)

Quando parlo di bi-populismo non intendo enfatizzare o teorizzare il ruolo del governo tecnico (magari tornasse quanto prima la politica, quella seria) ma solo esprimere nausea per questa nefasta tendenza – complici i giornalisti – a raccontare storie alla gente. Anzi ognuno a modo suo alla propria gente: quello che faceva il comico e ora pontifica su internet; quell’altro che faceva il pm senza sapere bene neanche la lingua italiana e pretendeva di voltare l’Italia come un calzino ma non l’ha fatto; quell’altro che voleva preservare l’integrità del Nord, ma poi non trascurava gli interessi di famiglia. E i partiti più responsabili, quelli appartenenti alle più importanti famiglie politiche europee, che non rinunciano a inseguire l’andazzo della propaganda, mentre dovrebbero interrogarsi sulle molteplici occasioni sprecate di questi 18 anni, che ci hanno portato a questo stato. 

Napolitano aveva visto giusto quando, qualche settimana fa, chiedeva alla strana maggioranza la convergenza su una legge elettorale condivisa, che avrebbe consentito a Pdl e Pdl un salto di qualità, vincendo la tentazione del ritorno al passato. Invece niente. Tutto ciò premesso nell’area poco presidiata del centro moderato e riformista ci sono autostrade che si aprono da poter percorrere per intercettare milioni di elettori senza più patria. E credo che Casini politicamente, e alcuni ministri a livello di impegno di governo (mi riferisco soprattutto a Passera, ma anche a Ornaghi, Riccardi e Catania) non vogliano “regalare” ad altri questo spazio che coltivano da tempo (Casini) o da qualche mese, mettendoci la faccia, se ci riferiamo ai suddetti ministri. 

Credo che una possibile accelerazione verso le urne verrebbe vista dal Quirinale, che non trascura l’ipotesi, come un rischio ponderato per poter dare all’agenda Monti una base politica più forte, se le cose dovessero ulteriormente precipitare. In tal caso al centro sorgerebbe sull’onda dello stato di necessità una forza che potrebbe usufruire in franchising del marchio Monti, senza un suo diretto coinvolgimento, ma senza neanche che possa impedirsi ad autorevoli personalità di sostenere la fondatezza e la irrinunciabilità del suo tentativo. 

In questa temperie si inserirà a fine settembre l’appuntamento di Todi del forum dei cattolici nell’ambito del quale, con un dibattito che si annuncia molto complicato, alcune associazioni sono intenzionate a fare un passo in avanti, se non una discesa in campo vera e propria. 
Qualcosa di simile ha già fatto, e con un certo successo, Oscar Giannino, un giornalista in grado come pochi di interpretare la crisi, che con il suo manifesto si pone in forte polemica con i filoni più importanti che hanno governato nella Seconda Repubblica. 

Ma già a Chianciano, a inizio settembre, ci sarà da studiare le mosse di personaggi come Raffaele Bonanni o Emma Marcegaglia. Ed è soprattutto da quest’ultima che in tanti aspettano il segnale che si vuole fare sul serio, e non si va invece ad una Udc allargata, grosso modo sempre egemonizzata da Casini. 


COMMENTI
10/08/2012 - considerazioni (francesco taddei)

il presidente (che ha ispirato la formazione di questo governo) ora spinge per una legge elettorale che lo mantenga anche dopo. la sovranità popolare avete idea di cosa sia? l'abnorme premio di maggioranza, con i politici che si dividono sempre serviva a quello. come mai nelle regioni funziona?