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J'ACCUSE/ Giannino: sull’euro Berlusconi gioca con il fuoco

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Silvio Berlusconi  Silvio Berlusconi

Ad ascoltare lui, dopo che per 18 anni hanno promesso meno spesa pubblica, meno tasse, meno debito e ha fatto l’opposto, il tema dell’uscita dall’euro si pone come sempre per colpa d’altri. Mi sembra in perfetta linea di continuità: chi ha creato le basi per questo disastro continua a danzarci intorno. Per tutti questo motivi la mia posizione nei confronti di Berlusconi non può che essere molto dura.

 

L’euro sembra essersi infilato in una crisi senza sbocchi …

 

Di fronte alla crisi dell’euro, l’Italia ha ancora la possibilità, al di là della richiesta pressante di metterci alla testa dei Paesi euro deboli, di risolvere il suo problema. Affrontare cioè l’immenso debito pubblico che è cresciuto, e la colpa non è degli altri ma di chi in questi anni ha condotto la politica economica nazionale. Vedo che sono in atto molte manovre dei “grand commis di Stato” e della Cassa depositi e prestiti, secondo cui naturalmente la dismissione degli attivi è lenta, lunga e problematica.

 

Quale può essere la soluzione?

 

Forse non ci si rende conto che ci troviamo in una situazione di eccezionale emergenza, in cui si deve cambiare al volo tutto ciò che osta a ripristinare la fiducia dei mercati. E’ necessario affidare con una gara internazionale a un veicolo gestito da privati i mattoni pubblici. Bisognava farlo anni fa, ma non è ancora tardi. Bisogna arrivare a questo passo con una determinazione autonoma, visto che questi attivi li abbiamo, e con una procedura di straordinaria emergenza.

 

(Pietro Vernizzi)



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