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Politica

LETTERA/ Beppe Grillo "riletto" da uno studente

Beppe GrilloBeppe Grillo

Poi il 24 giugno di quest’anno Menachem Gantz, un giornalista dell’importante quotidiano israeliano Yedioth Ahronot (e in Israele la scienza politica la conosce bene), pubblica un’intervista a Grillo in cui lo riduce a una barzelletta con due domande sul quadro geopolitico internazionale, scrivendo che "non necessariamente cerca di essere evasivo; forse, semplicemente, non ha buone risposte e, se le ha, sono deturpate d’ignoranza nel migliore dei casi, oppure – nel caso peggiore – di una contorta concezione cospirativa". 

Così ha scritto Gantz, poiché dall’intervista appare una negligenza politica che non si perdonerebbe nemmeno a uno studente di liceo: quando il giornalista israeliano pone al comico genovese una domanda sulla situazione in Iran, Grillo risponde: “Mia moglie è iraniana. Ho scoperto che la donna, in Iran, è al centro della famiglia. Le nostre paure nascono da cose che non conosciamo”. Ma non basta, perché l’istrione di Genova riesce anche a scomodare Osama Bin Laden: “Quando ho sentito parlare Bin Laden, il padre di mia moglie mi ha detto che la traduzione non corrispondeva alla verità”. Gantz intuisce che può puntare in alto e spara a bruciapelo: “Ha dubbi sulle intenzioni che aveva Bin Laden?” Il comico, sensibilmente eccitato, non disattende le aspettative del cronista: “Ho dubbi. È stato fatto fuori? Era lui? La dinamica m’insospettisce. È strana”.

Persino un “Uomo Qualunque” degli anni quaranta si domanderebbe perché sia sensato avere dei dubbi sulle intenzioni di un signore che ha guidato e ispirato, per buona parte della vita, tribù e frange fondamentaliste islamiche ed è stato per altrettanti anni un ingranaggio attivo di Al Qaeda, la macchina del terrore che ha pugnalato più volte anche il cuore dell’occidente. Ma al suddetto quesito l’alunno Beppe Grillo non si disturberebbe a rispondere, perché forse la colpa è di chi si fa le domande, raggirato dalle multinazionali e dalle banche, dal berlusconismo o, quantomeno, dai poteri forti.
Nel mondo dello spettacolo si vive spesso di sogni, che si alimentano grazie al rapporto empatico – e talvolta morboso – con il proprio pubblico. Ma nella politica non c’è più spazio per sbavature grossolane e una negligenza della politica estera tanto disdicevole quanto imperdonabile.

Forse Beppe Grillo dovrebbe finalmente ritrovare un format adatto a sé e calcare le scene dello spettacolo con il talento e il genio che si è trovato addosso e che ha coltivato negli anni della sua carriera; potrebbe anche fare come Adriano Celentano e accomodarsi – molto molleggiato – su una comoda poltrona di Mediaset, in casa del nemico, con un contratto ricco e generoso e il sorriso sulle labbra. Grillo potrebbe ritornare a far ridere il pubblico che lo seguiva nelle trasmissioni di Pippo Baudo; insomma, ricominciare a fare il comico. O meglio continuare a fare il comico, perché nessuno, neanche chi lo odiasse, si sentirebbe bene a prendere sul serio le parole rilasciate a Menachem Gantz.
Che il comico torni presto in televisione e che i politici – questo va detto – escano dal letargo dei salotti televisivi e dalla sbornia dei palcoscenici, prima che la sete di rivalsa di un uomo di spettacolo si abbatta su un popolo che sta già soffrendo tanto; prima che il sogno da palcoscenico di un comico si trasformi nell’incubo politico di un paese intero.

 

(Luca Maggi)

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COMMENTI
11/08/2012 - A tutto tondo (Daniele Scrignaro)

Sono dichiaratamente di parte perché conosco bene Luca Maggi, ma, come aficionado dell’”quotidiano approfondito” fin dalla prima ora, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare per questi articoli più da pipa e caminetto che non da metrò assiepata. Articoli non “mordi e fuggi”; che danno spazio alle motivazioni della conclusione dentro un percorso connesso. Magari con una ciliegina finale come qui è la citata intervista al giornalista israeliano, che dà l’ultimo tocco alla figura di un Grillo mattatore sempre, anche nel 5 Stelle. Articoli a tutto tondo.