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STATO-MAFIA/ Ostellino: i Pm pensino alle conseguenze, non solo ai principi

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

In parte ha ragione, ma stiamo pur sempre parlando di verità processuali. E la verità di un processo non coincide con la verità storica, così come non è una verità assoluta. 

La vicenda si è poi complicata dato che il nodo irrisolto delle intercettazioni telefoniche ha trascinato nella disputa anche il Quirinale, coinvolto per le intercettazioni Napolitano-Mancino. Cosa ne pensa?

In questo caso non c’entra più la Ragion di Stato, ma l’anomalia di questo Paese. Solo da noi un inquisito eccellente, come il Senatore Nicola Mancino, chiama il Quirinale per chiedere aiuto. Questo è il primo errore grave, sia di Mancino, sia del Colle che ha deciso di rispondere a un inquisito.
Ancora più grave l’abuso della magistratura che ha coinvolto il Capo dello Stato in una vicenda di intercettazioni, dalle quali dovrebbe essere protetto. Non solo, questi dialoghi sono poi stati fatti trapelare sui giornali. Un fatto evidentemente inaccettabile. 

Ed ora, come si esce da questo cortocircuito?

Nell’unico modo possibile, Napolitano ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale per difetto di attribuzione. Spetterà alla Consulta decidere. Di certo non ci sono procure “sotto assedio” e, come ho spiegato, su questo caso specifico, non c’entra né la Ragione né il segreto di Stato. 

L’ultimo capitolo di questa complicata vicenda è la presunta “nuova trattativa” Stato-mafia. Così alcuni giornali hanno definito le visite che il sen. Lumia (Pd) e l’On. Sonia Alfano (Idv) hanno compiuto negli ultimi mesi a boss della mafia come Bernardo Provenzano. 

Bisogna stabilire per quale ragione questi due parlamentari si sono recati in prigione. C’è un mandato delle camere? Dovevano riferire a qualche commissione? Se la risposta è no, hanno violato il loro compito e sono passibili di sanzione. Nessun parlamentare, all’oscuro delle istituzioni, può decidere di andare a negoziare con un boss incarcerato. È bene che ciascuno inizi a stare al proprio posto e a svolgere la propria funzione altrimenti saremo destinati al caos.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
19/08/2012 - STATO-MAFIA/ Ostellino: (alberto servi)

Il diritto,è l’insieme delle regole del gioco che tutti i cittadini, potere politico compreso, devono seguire. Non si può codificare né definire per legge tutto. Il dramma è il mare magnum delle troppe leggi che i nostri parlamentari hanno creato e nel quale i magistrati nuotano.